10 luoghi da vedere prima che scompaiano

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I cambiamenti climatici e le nostre pessime abitudini mettono in pericolo alcune delle meraviglie del pianeta. Senza inutili allarmismi, ma con la consapevolezza che molto dipenderà da noi stessi, ecco 10 luoghi splendidi e a rischio in giro per il mondo.

 

Grande Barriera Corallina, Australia

La Grande Barriera Corallina australiana

La si incontra al largo dell’Australia ed è uno degli ecosistemi più belli e fragili del pianeta. Il riscaldamento delle acque, lo sfruttamento intensivo della pesca, l’aumento della navigazione turistica nella zona: ecco alcuni dei suoi ormai quasi proverbiali nemici.

 

Petra, Giordania

Petra ha la fortuna di trovarsi in uno dei paesi più stabili del Medio Oriente, la Giordania. A differenza di Palmira, in Siria, non corre il rischio di finire nelle grinfie distruttive dell’Isis. Depone a suo sfavore il materiale nella quale è intagliata: l’arenaria. Morbido e malleabile, ma facilmente intaccabile dagli agenti atmosferici. Con i cambiamenti climatici e la naturale erosione dovuta agli agenti atmosferici, è giusto essere in allarme.

 

Mer de Glace, Monte Bianco

Il ghiacciao Mer de Glace: un mare bianco

I ghiacciai sono tra le vittime designate del riscaldamento globale. Per rendersene conto con evidenza, non occorre volare in Patagonia. Sulle Alpi si può ‘ammirare’ lo spettacolo inquietante della ritirata del Mer de Glace. Precisi cartelli indicano dove si trovava il fronte del ghiaccio pochi anni fa. Tutto questo sul lato nord del Monte Bianco, facilmente raggiungibile della funivia a cremagliera Chamonix-Montenvers.

 

Venezia, Italia

Se dovessimo scegliere l’emblema di una bellezza fragile, ma anche il simbolo dell’inguaribile capacità umana di creare e poi molestare opere sublimi, Venezia sarebbe la candidata ideale. Ha superato dominazioni straniere, epidemie di colera, tonnellate di souvenir: da chi verrà il prossimo attacco? Il miglior consiglio è: visitatela lontano dai picchi di affluenze e ricordate che non esiste solo Piazza San Marco.

 

Campi Flegrei

La Solfatara di Pozzuoli

Se vi diciamo ‘Campania e vulcani’ sicuramente vi verrà in mente il Vesuvio. Beh, da queste parti si trova un’area ancora più attiva del grande cono che incombe sul Golfo di Napoli. Parliamo dei Campi Flegrei, la vasta aera a ovest del Capoluogo, che deve il suo nome a un termine greco che indica l’attività combustiva e la sua fama alle solfatare e fumarole che punteggiano il territorio. Gli antichi posero qui le porte dell’inferno, per la precisione nel Lago di Averno. I due rischi principali che incombono? Il bradisismo, fenomeno che consiste nel periodico abbassamento e innalzamento del terreno, e il risveglio del vulcano sottostante, la cui ultima eruzione risale al 1538.

 

Mar Morto o scomparso?

Cristalli di sale nel Mar Morto

Cos’altro può capitare al Mar Morto, che già si trova nell’area più depressa della terra (-423 m s.l.m.) ed è talmente salato da rendere la vita nelle sue acque quasi impossibile? Semplice, ci si può mettere di mezzo l’uomo. Le aziende estrattive, che sfruttano le proprietà del grande lago per scopi commerciali, rischiano di fare del Mar Morto un mare scomparso.

 

Grande Muraglia Cinese

È una delle sette meraviglie del mondo moderno, è stata costruita per opporsi all’avanzata di orde di invasori temibili, ma ora sta cadendo a pezzi. Per colpa del tempo e del calpestio. Secondo le fonti ufficiali, solo l’8% della gigantesca opera sarebbe in uno stato di conservazione accettabile.

 

Spiagge della Liguria

Il classico esempio di un pericolo molto vicino e sentito. La dimostrazione che per accorgersi delle minacce che ci insidiano non occorre andare in capo al mondo. Un mix di fattori micidiale, dal riscaldamento globale all’incuria, mette in grave pericolo le spiagge della Liguria. La frase: ‘Il mare si è mangiato la spiaggia’ rischia di essere il tormentone dei prossimi anni, con conseguenze drammatiche non solo sui vacanzieri estivi, ma soprattutto su chi vive negli splendidi borghi liguri.

 

Kasbah di Télouet, Morocco

La Kasbah di Télouet

Un pezzo di storia del Marocco, in particolare della regione dell’Alto Atlante, dove sorge. La Kasbah di Télouet racconta avventure di carovane, mercanti e grandi fortune commerciali, come quella di Thami El Glaoui, il pascià che la elesse a propria dimora nella prima parte del Novecento. El Glaoui morì nel totale disprezzo, perché non abbracciò la causa nazionale marocchina e la kasbah, con tutti gli splendori del suo interno, iniziò ad andare lentamente in rovina.

 

Piramidi di Giza

Se l’armata di Napoleone si trovasse oggi di fronte alle piramidi di Giza, è probabile che dalla bocca dell’Imperatore la celebre e storica frase: ‘Soldati, 40 secoli di storia vi guardano’ uscirebbe un po’ smorzata. Per l’avanzata dell’abitato di Giza, che ha ormai quasi circondato le piramidi rendendo la loro solitudine millenaria meno splendida. E per altri, forse più temibili fattori di pericolo: nel 2012 un leader ultra tradizionalista ha minacciato la loro distruzione, in quanto idoli pagani…

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