10 siti Unesco mozzafiato

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    Dal 1975 l’Unesco conferisce il titolo di Patrimonio dell’Umanità a luoghi e monumenti scelti perché la loro unicità e autenticità rappresentano un grande valore naturale o culturale. Ad oggi, 1007 siti Unesco sono distribuiti in 161 paesi, contano 779 patrimoni culturali e 197 monumenti naturali. Ecco 10 destinazioni da togliere il fiato.

    Langhe Roero Monferrato
    Dolci colline rivestite di vigneti

    Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato – Patrimonio culturale

    La cultura piemontese del vino è valsa l’iscrizione al Patrimonio Mondiale Unesco della zona meridionale della regione ai piedi delle Alpi, nelle provincie di Asti, Alessandria e Cuneo: dolci colline ricoperte di vigneti, borghi medievali e castelli arroccati sulle rocce.

    Delta dell'Okavango in Botswana
    Il delta dell’Okavango è un paradiso naturale

     

    Delta dell’Okavango – Patrimonio naturale

    Centinaia di isole piatte, distese sterminate di papiri e canneti, vaste lagune e paludi, foreste a galleria e savane sono caratteristiche di tutta la zona. Lo status di Patrimonio dell’Umanità dovrebbe contribuire a preservare il fragile equilibrio di questo paradiso naturale in Botswana.

     

    Mare dei Wadden
    Foche in sosta sulla spiagge dei Wadden

    Mare dei Wadden – Patrimonio naturale

    Più di 9000 km2 di superficie, 450 km di lunghezza e 40 km di larghezza: il Mare dei Wadden si estende dalla costa danese e tedesca verso il Mare del Nord fino ai Paesi Bassi. L’area ospita innumerevoli specie di pesci e uccelli fornendo un ambiente ideale per il riposo degli animali e l’approvvigionamento di cibo.

     

    Area paesaggistica del Trang An  – Patrimonio culturale e naturale

    Nella provincia vietnamita di Ninh Binh, a sud del delta del Fiume Rosso, sorge la zona delle risaie circondata da formazioni carsiche, iscritta nel Patrimonio Unesco dal 2014: solo altri 31 siti godono dello status doppio di Patrimonio naturale e Patrimonio culturale.

     

    Vie della Seta – Patrimonio naturale

    Soprattutto i percorsi in Kazakistan, ma anche il corridoio meridionale sulle montagne cinesi Chang’an-Tianshan e in Kirghizistan sono considerati luoghi eccezionali che meritano la protezione come patrimonio dell’Umanità.

     

    Calakmul Campeche – Patrimonio culturale e naturale

    Si sta discutendo l’estensione di quest’area protetta del Messico: la città maya di Calakmul, antico tempio centro del potere precolombiano, è sito Unesco dal 2002; nel 2014 sono state incluse le foreste pluviali circostanti dello stato di Campeche.

     

    Parco nazionale di Białowieża – Patrimonio naturale

    Si vorrebbe un ampliamento della tutela anche per il parco che si estende tra Polonia e Bielorussia. Iscritto nella lista Unesco già dal 1979, il territorio protetto come Patrimonio dell’Umanità è stato esteso in continuazione. Dal 2014 la superficie totale designata comprende in tutto 140.000 ettari. Il parco protegge una piccola porzione centrale della molto più vasta foresta di Białowieża, ultima foresta primaria temperata in Europa.

    Tempio maya clakmul
    Nell’antica città Maya Calakmul

    Paesaggio carsico della Cina meridionale – Patrimonio naturale

    Questa regione colpisce molto per la pittoresca conformazione del territorio e comprende il Monte Jinfo, la contea di Shibing, la città di Guilin e Huangjiang nella provincia di Guangxi. Tra le caratteristiche che la rendono speciale non mancano torrenti spumeggianti, fiumi e grotte sotterranei, forre e montagne bizzarre.

     

    Stevns Cliff in Danimarca
    Bianche pareti di gesso sul mare danese

     

    Stevns Klint – Patrimonio naturale

    La costa danese mostra tutta la sua bellezza a sud di Copenhagen: le scogliere del litorale sudorientale dell’isola di Sjælland sono composte da pareti di gesso che si tuffano nel Mar Baltico su una lunghezza di quasi 15 chilometri e fino a 41 metri di altezza.

     

    Sistema stradale andino Qhapaq Ñan – Patrimonio culturale

    Conosciuto anche come Strada delle Ande e Cammino degli Inca, il tragitto copre più di 6000 km e costituiva la principale via di comunicazione all’epoca inca, nonché una delle più lunghe di tutta l’era precolombiana. Si estende in direzione nord-sud da Quito (Ecuador) e attraversa Perù, Bolivia, Cile e Argentina.

     

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