Alhambra, Granada: viaggio tra i tesori dei sultani

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Massicce mura custodiscono i tesori dell’Alhambra, “la rossa”. Questo scrigno di tesori che tutto il mondo ammira è composto di parti molto diverse tra loro, in una meravigliosa stratificazione di capolavori. Andiamo a scoprirli?

Alhambra, colpo d’occhio grandioso
 

Alcazaba: la vista migliore

Alhambra, le mura dell’Alcazaba

Al margine ovest sorgono prima di tutto i resti dell’Alcazaba, fortezza e area amministrativa. Dalla Torre de la Vela godrete di una vista doppiamente straordinaria: a nord sull’Albaicín, un quartiere della città di Granada, a sud sulla Sierra Nevada.

 

Palacios Nazaríes: il cuore del tesoro

Alhambra, finestre del Mexuar

Il cuore dell’Alhambra è costituito dai Palacios Nazaríes (Palazzi Nasridi). Varcata la soglia, ci si trova nel sontuoso Mexuar (Salone delle Udienze e del Tribunale) e nel Cuarto Dorado (Camera Dorata).

Ma il primo ambiente degno di nota che si incontra durante la visita del palazzo è il Patio de los Arrayanes (Cortile dei Mirti) con l’adiacente Sala de los Embajadores (Sala degli Ambasciatori). Sotto il fiabesco soffitto, costituito da migliaia di tasselli di legno di cedro, era probabilmente collocato il trono dei re Nasridi.

 

Il soggetto più fotografato: Patio de los Leones

Alhambra, Patio de los Leones

Procedete verso il Patio de los Leones (Cortile dei Leoni), il soggetto più fotografato dell’Alhambra. Al centro del cortile 12 leoni di pietra disposti a raggiera sostengono una vasca di marmo rotonda. La Sala de los Abencerrajes splende di una luce magica: la cupola sembra un mare di alveari in gesso dai quali gocciola miele bianco solidificatosi durante la caduta. La sua immagine si specchia nella fontana dodecagonale posta sul pavimento della sala.

 

Il palazzo di Carlo V

Il cortile del palazzo di Carlo V, Alhambra

Purtroppo, l’incanto nasrida svanisce quando si entra nel Palazzo di Carlo V, fatto costruire dal potente imperatore del Sacro romano impero a partire dal 1526 all’interno dell’Alhambra. Questa fredda costruzione rinascimentale, esteriormente quadrata, internamente circolare, ospita il Museo delle Belle Arti. Nei nuovi saloni sono esposte opere del XV-XX secolo. Tra i pezzi più significativi i dipinti di Alonso Cano.

 

Generalife: i giardini dell’architetto

Il Generalife avvolto dal verde

All’interno delle mura dell’Alhambra sorge anche il Parador de Granada che registra sempre il tutto esaurito; nel suo bar potrete godere di un rinfrescante momento di riposo. E per finire, vale la pena di visitare i rigogliosi giardini che sorgono intorno al palazzo estivo Generalife, alle spalle dell’Alhambra. Sono particolarmente suggestivi, ma non stupitevi, il nome del palazzo in arabo significa ‘Gardini dell’architetto’.

 

La visita: consigli pratici

Viste le limitazioni al numero di visitatori ammessi ogni giorno, per assicurarsi l’entrata i biglietti vanno acquistati in anticipo online. Ciononostante andrete incontro a un’attesa piuttosto lunga per cui dovrete presentarvi sul posto almeno un’ora prima. In alternativa dovrete prenotare una visita guidata che comprende l’ingresso all’Alhambra. I biglietti acquistati possono essere utilizzati solo nel giorno indicato.

A differenza del resto del complesso monumentale, la visita ai Palacios Nazaríes è limitata all’intervallo di 30 minuti indicato sul biglietto d’ingresso. Presentarsi all’ingresso in ritardo rispetto all’orario previsto comporta la perdita del diritto alla visita, benché sia possibile rimanere all’interno del complesso monumentale.

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