Cambogia, 5 cose da non perdere per tornare a casa felici

Itinerari

Il grande totem di viaggio di Angkor, ma non solo: tutta la Cambogia è un paese meraviglioso, andiamo a scoprirlo.

Alba ad Angkor Wat © Diana Facile

Articolo di Diana Facile – LaGlobetrotter.it

 

Se dico Cambogia la prima immagine che salta in mente – e per qualcuno purtroppo l’unica – è il sito archeologico di Angkor, uno dei più importanti e meglio conservati di tutto il Sud-est asiatico. Nulla da obiettare, è davvero unico, ma come ho ampiamente spiegato nel mio blog ridurre la Cambogia ai templi di Angkor è un grave errore.

Molte persone le dedicano non più di una decina di giorni – magari associandola al Vietnam o alla Thailandia – perché tanto è piccola e c’è poco da vedere! Peccato che la Cambogia più bella – nonché la più vera – sia proprio quella in cui non c’è niente da vedere, quella rurale, in cui a riempirti le giornate sono l’incedere della vita quotidiana e i sorrisi della gente. Parla una che ha snobbato l’Oriente per oltre quarant’anni e che una volta giunta in Cambogia si è ricreduta.

Ora, di posti da vedere e di cose da fare in Cambogia ce ne sono tante ma qui ve ne svelerò 5, che sono il minimo sindacale. Se poi volete approfondire l’argomento e trovare qualche spunto in più, potete leggere il mio post Itinerario e consigli utili per organizzare un viaggio in Cambogia fai da te in cui ho messo nero su bianco tutto ciò che mi sono portata a casa dopo quasi un mese girovagando nel paese, dalle informazioni pratiche alle emozioni intime.

 

I templi di Angkor

Riempirsi gli occhi della bellezza dei templi di Angkor è indubbiamente la cosa principale da fare in Cambogia, quella che di per sé vale tutto il viaggio. Quantomeno, questo è quel che si dice. Per me, scusate se mi ripeto, la Cambogia è ben altro. C’è da dire che è davvero arduo resistere al fascino esercitato dal gioiello dell’arte khmer con i templi-montagna immersi nella giungla. Meraviglia delle meraviglie! Uno spettacolo sublime!

Lungo i viali su cui si affacciano le statue del Buddha, scoprirete i segreti di Angkor Thom, l’ultima capitale del vasto e potente impero Khmer, del Ta Prohm, un antico monastero risalente al XII secolo, di Angkor Wat, il più grande edificio religioso al mondo (da ammirare rigorosamente all’alba) e del Bayon, con i suoi 50 volti che sembrano avere occhi solo per voi. Per concludere, potrete sognare questa sofisticata civiltà scomparsa osservando il tramonto dall’alto del Pre Rup.

 

Il lago Tonlé Sap

Tonlé Sap © Diana Facile

Anche navigare sul Tonlé Sap è uno dei must della Cambogia e vi dirò, un onore tutto meritato!

Alimentato dalle acque del Mekong provenienti dal Tibet e dichiarato dall’UNESCO Riserva della Biosfera per la diversità del suo ecosistema, il Tonlé Sap rappresenta una delle risorse principali dell’economia cambogiana.

Un giro in barca nel bacino d’acqua dolce più esteso del Sud-est asiatico vi permetterà di osservare i villaggi galleggianti che fluttuano sospinti dalla corrente e di incrociare gli sguardi della gente che nella gioia e nel dolore, al sorriso non rinunciano mai

 

Phnom Penh, la perla del Sud-est asiatico

Monaci a Phnom Penh © Diana Facile

Soprannominata in epoca coloniale la perla del Sud-est asiatico, Phnom Penh è un tripudio di suoni e colori con i monaci in abito tradizionale, i graziosi caffè e i giardini fioriti, l’architettura coloniale e il traffico congestionato a qualsiasi ora del giorno e della notte. C’è chi la trova bella e chi la detesta. Personalmente ritengo che, alla stregua di Angkor, Phnom Penh sia una delle cose da non perdere in Cambogia. Angkor ci racconta dell’impero Khmer catapultandoci in un passato remoto, Phnom Penh ci racconta la storia del genocidio cambogiano (1975 – 1978) ponendoci ancora una volta davanti alla banalità del male.

Ecco perché, dopo la visita del Royal Palace, del National Museum e del Wat Phnom (un tempio in cui respirerete spiritualità a go-go) per prendere confidenza della città, dedicate del tempo anche al Museo del Genocidio Tuol Sieng e ai campi di sterminio Choeung Ek (a una decina di km dalla capitale, raggiungibili tranquillamente in tuc-tuc). È doloroso, terribilmente, ma è anche un dovere morale nei confronti del popolo che ci ospita. Se brancolate nel buio sull’argomento, vi consiglio di leggere il libro – o vedere il film – Per primo hanno ucciso mio padre di cui, superfluo a dirsi, ho scritto anche sul mio blog.

Lascerei la parte ludica alla fine con una passeggiata sul lungofiume e la visita dei mercati di Phnom Penh: il Mercato Centrale, il Mercato Russo e il Mercato Notturno che sono un piacere per i sensi, tra spezie ed erbe officinali, street food e souvenir per turisti.

 

Mondulkiri e l’Elephant Valley Project

La Cambogia Rurale © Diana Facile

Per come la vedo io, trascorrere un giorno in compagnia degli elefanti, nel loro habitat naturale, è un’esperienza unica e irripetibile ma, strano a dirsi, nella zona di Mondulkiri di turisti se ne vedono ben pochi. Sarà che, se il tempo è poco, ci si concentra sulle zone più gettonate senza sapere cosa ci si perde uscendo dai circuiti battuti.

Mondulkiri © Diana Facile

Se decidete di andare in Cambogia, pensateci bene prima di eliminare la regione di Mondulkiri dal vostro itinerario. Oltre ad avere la possibilità di trascorrere qualche ora a contatto con i pachidermi dell’Elephant Valley Project, l’area offre una serie di gemme da scoprire in sella a una motocicletta tra i colori e i sorrisi della Cambogia rurale che vi lasceranno un ricordo indelebile.

 

Le spiagge della Cambogia

Saracen Bay © Diana Facile

Dulcis in fundo… concludere il viaggio con qualche giorno di relax al mare è indubbiamente un’altra delle cose da fare in Cambogia. Perché, in Cambogia il mare è bello? – mi chiedono in molti. Bello, a mio avviso, è riduttivo. Forse non lo sapete ma la Cambogia vanta splendide spiagge orlate di palme e bagnate da acque cristalline, esattamente come quelle thailandesi. Io sono stata a Koh Rong Samloem, un’isola situata nel sud del paese che alla bellezza del litorale unisce la magia dell’entroterra ricoperto dalla giungla. Per gli amanti della natura come me, il connubio perfetto! E non vi dico nemmeno che bello era il tramonto laggiù…

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