Chi ci vive: Istanbul

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  • I consigli di chi ci vive

    Istanbul ha una scena musicale che nessuno si aspetta: è viva, aperta alle sperimentazioni e alle contaminazioni. Per questo è sede di molti festival durante tutto l’anno e attira studiosi, musicisti e appassionati di tutto il mondo.

    Francesco Martinelli è un musicologo, esperto di jazz e ci racconta la sua Istanbul musicale e non solo.

    Raccontaci in poche parole chi sei e perché sei a Istanbul!

    Mi occupo di musica e sono a Istanbul per insegnare e imparare: insegno storia del jazz e altre materie collegate e imparo il turco per capire meglio la cultura e la musica locale.

    Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare?

     

    Torre di Galata © laslo-photo, flickr

    In cima alla torre di Galata. E’ una visita molto turistica ma anche il posto in cui si vede Istanbul stesa davanti agli occhi come una carta topografica, e se ne capiscono bene le varie parti. Poi così posso raccontare la storia del Leonardo turco che si fece due ali e planò attraverso il Bosforo…

    Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)?

    Istanbul era una città di piatti di pesce, ma ora quello buono e fresco è costoso. Io consiglio un kebab storico come Hamdi a Eminonu, da dove si gode (prenotando in terrazza) un altro panorama mozzafiato. E poi una serata a base di pesce (scegliendo i tipi più economici come le acciughe del Mar Nero) e raki al mercato del pesce di Besiktas.

    L’attività originale/preferita dagli autoctoni?

    Bere tè e discutere di come salvare il mondo o il paese!

    Il consiglio low budget?

    Dimenticarsi la colazione italiana con brioscia e cappuccino e farsi una bella colazione turca (olive, formaggi, pomodori, salumi non di maiale, uova, miele e yogurt) per poi saltare il pranzo o sostituirlo con una ciambella al sesamo (simit) e una bevanda allo yogurt (ayran) presi per strada. Si risparmiano tempo e denaro!

    Dove passare una serata alternativa?

    Nella parte asiatica della città, che è la più moderna ed europea ma ancora popolare. Nei bar di Bagdad Caddesi o nei locali in cui si fa musica di Kadikoy come il Gitar Café per il folk o il Karga per il rock, magari dopo aver cenato da Cya, l’originale “slow food” anatolico.

    La “perla” poco nota della città?

     

    Isola di Buyukada ©winterswan, flickr

    Per i locali è una destinazione regolare ma i turisti in visite brevi non ci arrivano: le isole dei principi, o solo “le isole”: Kinali Ada, Buyuk Ada, Heybeli Ada e Burgaz Ada sono le maggiori, le altre hanno una storia di conventi, prigioni e ville private (solo 100 ricconi hanno casa a Sedef Ada). Un ferry da Kabatas o Eminonu trasporta in un altro mondo. E si può fare il bagno…

     

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