Cuba: quattro passi nella Isla Grande

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  • Dammi tre parole

    Cuba, una delle mete più visitate dei Caraibi. Un’isola che si muove tra l’azzurro del mare e l’intensità della sua storia, una storia talmente interessante da far spesso dimenticare spiagge e paesaggi mozzafiato. Oggi vi sveliamo novità e tendenze che corrono lungo l’isola. Pronti a coglierle insieme a Marco Polo?

    Cuba
    Bandiera cubana a Trinidad

    Movimento del bacino: El Perreo

    A bailar!

    Ballare è una delle più grandi passioni dei cubani. El Perreo è un ballo di moda, giovane, selvaggio e molto sexy. Nato nella Repubblica Dominicana e a Porto Rico, si è esteso rapidamente in altri paesi vicini come Cuba, Panama e nella maggior parte dei paesi di lingua spagnola. I primi passi si imparano all’Academia de Baile Ritmo Cubano, e poi si mette in pratica quanto appreso nella discoteca esclusiva El Chévere (Parque Almendares, L’Avana).

     

    Cuba in bici: pedalando come i locali

    Cuba bicicletta
    A Cuba la bici ha una sua particolare poesia

    Scoprite il Paese come fanno i cubani: tranquilli sulle loro biciclette. Bicycles Crossing Borders invia biciclette non usate dal Canada a Cuba per aiutare la popolazione locale. Chi affitta qui una bicicletta sostiene questo progetto (nel palazzo Metropolitano, San Juan de Dios, L’Avana). Su Gap Adventures (www.gapadventures.com) potete prenotare un tour che comprende bicicletta, guida e alloggio.

     

    A ritmo di rap: da Alamar nel mondo

    Il rap cubano si può ascoltare soprattutto in clandestinità, e non c’è da stupirsi: nei loro testi, infatti, i cantanti raccontano molte verità scomode. La musica ha origine ad Alamar, città satellite dell’Avana. Una delle rappresentanti della scena, dalla voce potente, è Telmary Dìaz. Il duo Ogguere e il rapper Kumar sono i più importanti esponenti del rap cubano. Al Barbaram Pepito’s Bar si possono vedere anche dal vivo gli artisti emergenti del rap (Av. 26, L’Avana).

     

    Effetto domino: Clac-di-clac

    cuba_domino
    Cuba, effetto domino!

    Sulle strade di Cuba questo rumore si sente ovunque. È quello caratteristico che fanno le tessere del domino. Il posto migliore per essere invitati a una partita è la Plaza de Armas dell’Avana. Una partita nella Calle Padre Pico di Santiago de Cuba è molto suggestiva: dalla gradinata, che collega la città alta con la città bassa, lo sguardo spazia fino alle montagne. Chi è colto dalla “febbre del domino” si può portare a casa un set dal mercatino dell’artigianato artistico dell’Avana Ferìa de Artesanìa (Calle Tacòn). Ma attenzione: neanche dopo la morte l’amore per il domino finisce.

    Al Cementerio Colòn si trova, infatti, la tomba della “morta di domino”. Morì di infarto durante il gioco e la successione delle tessere del domino della sua ultima partita è immortalata sulla sua tomba. Oggi i giocatori visitano la sua sepoltura per avere un po’ di fortuna extra (entrata Zapata/Calle 12, L’Avana).

     

    Arte dal nulla: riciclare

    Di necessità virtù. Così Lucìa Fernàndez realizza sculture con i rifiuti. Con grande successo: le sue opere hanno raggiunto persino la passerella Art and Style Fashion all’Avana, che si è svolta nell’ambito del progetto Artecorte.

    Con vecchi abiti il gruppo Guerra de la Paz realizza sculture di grande effetto. Le sue opere a forma di bonsai o di serpente hanno un successo internazionale.

    Nel caso di Angel Ramìrez i vecchi materiali arrivano sulla parete anche come dipinti bidimensionali. La galleria Servando sostiene gli artisti locali (Calle 23, L’Avana).

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