Dammi tre parole: Copenaghen

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    Copenaghen non attira di certo per la grandiosità. Anzi, succede proprio il contrario: in nessun’altra capitale uno straniero si orienta e si muove così facilmente. Qui  è impossibile sbagliare strada o perdersi tra le vie del centro storico, che sono strette e chiuse al traffico. Insomma un paradiso per il turista che vuole girare la città a piedi e in santa pace. Quali sono le tra parole che abbiamo scelto per descriverla? Eccole qua, leggetele e poi inviateci le vostre!

    CHRISTIANIABIKE

    Christianiabike © Valentina

    Le biciclette da trasporto a tre ruote fanno ormai parte del panorama cittadino. Furono inventate anni addietro dagli hippy che abitavano nello stato libero di Christiania ed erano alla ricerca di un metodo poco dispendioso per muoversi, utile a trasportare le loro cose. La soluzione che escogitarono fu quella di attaccare un grande cassone alla parte anteriore della bicicletta. Tale mezzo di trasporto, però, non è così economico: il modello base costa infatti circa € 1.500. Ma in tal modo è possibile spostare agevolmente diversi tipi di carico, compresi i bambini. E quando piove, per evitare che si bagnino, è sufficiente coprirli con un telo impermeabile.

    DANNEBROG

    Dannebrog © @boetter

    E’ considerata la più antica bandiera nazionale e la leggenda vuole che sia caduta dal cielo durante la battaglia di Reval del 15 giugno 1219. Se in passato potevano usarla solo re e potenti, dalla metà del XIX secolo, momento in cui fu introdotta la costituzione democratica, il “panno danese” (Dannebrog) è simbolo di comunità e democrazia dell’intero popolo. Chi desidera issarla sull’asta nel giardino di casa deve però rispettare alcune regole: un gagliardetto può sventolare giorno e notte, mentre la bandiera vera e propria non può essere appesa prima dell’alba e deve assolutamente essere ritirata al tramonto. Chi non si attiene a queste precise norme, “la spiega per il diavolo”, o perlomeno così si dice. Quando lo stendardo è rovinato deve essere immediatamente bruciato e non può essere riutilizzato in alcun altro modo.

    DESIGN

     

    Dansk Design Center © tuey

    Lampade o sedie, cucchiai o impianti hi-fi: il design danese è famoso in tutto il mondo da oltre cinquant’anni. A Copenaghen, l’eleganza delle linee è presente ovunque: nelle semisfere in vetro dei lampioni stradali, nelle eleganti uniformi rosse dei postini e nei treni Intercity della rete ferroviaria statale. E’ il connubio di semplicità, qualità e funzionalità a rendere gli oggetti inconfondibili. La filosofia di base non è tanto quella di puntare sull’innovazione, quanto piuttosto di sviluppare e migliorare ciò che già si è affermato. Per una perfetta sintesi tra forma e praticità, artigiani e produttori collaborano con designer, artisti e architetti. Solo così nascono pezzi conosciuti a livello internazionale come le sedie da impilare di Arne Jacobsen, le lampade PH di Poul Henningsen, i minimalisti impianti musicali di Jacob Jensen o le posate dell’orafo Georg Jensen. Nel Dansk Design Center è possibile approfondire la conoscenza sulla storia del design danese.

     

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