Dammi tre parole: Parigi

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    Quante parole occorrono per descrivere una città o un paese? E quante per scrivere una guida intera che conduca le persone tra i segreti, le caratteristiche, i difetti e le tendenze di un luogo?  La risposta è… che le parole non bastano mai: quindi abbiamo deciso di limitarci a usarne tre. E per ogni luogo che descriveremo ci sforzeremo di trovarne poche, ma quelle giuste. E poiché siamo certi che non saranno mai quelle che avreste scelto anche voi, vi invitiamo a dirci quelle che avreste usato: si apre la sfida!

    Tutti a Parigi!

    1. Shopping

     

     

     

     

     

     

    Quale donna non sogna di essere per una volta la Pretty Woman dello shopping, entrare in ogni vetrina che lanci languidi richiami e uscirne carica di pacchetti e sacchettini?

    Care ragazze acqua e sapone, non fate finta di nulla! E quindi Parigi diventa la meta perfetta. Iniziamo dalle eleganti gallerie commerciali che esistono sin dalla fine del XVIII secolo e adornano ancora oggi parte della città. Una di queste è la Galerie Vivienne, considerata la “regina delle gallerie parigine” e di recente completamente rinnovata. Qui si passeggia tra negozi raffinati, sul bel pavimento a mosaico in stile neoclassico, coperto da una cupola in vetro. Dopo una visita da Emilio Robba, dove troverete i fiori artificiali più belli del mondo, potrete bere una squisita “chocolat à l’ancienne” nella sala da tè A priori thé.

    Per molti Parigi è sinonimo di lusso e viene quindi associata a prodotti come champagne, profumi e moda. Il “Triangle d’Or”, il triangolo d’oro attorno a Rue du Faubourg Saint-Honoré, è un concentrato di tutto questo. In Avenue Montaigne e in Rue du Faubourg Saint-Honoré si trovano le boutique di tutte le più note firme dell’alta moda: Armani, Chanel, Dior, Gucci, Hermès, Lacroix, Max Mara, Versace e molti altri.

    Per la moda più giovane e spavalda si può andare in Place des Victoires, mentre per Kenzo, Gaultier e altri stilisti noti l’indirizzo è Rue Etienne Marcel. Anche al Marais, intorno a Rue des Francs Bourgeois, si trovano molti negozi divertenti, come Abu d’abi, Azzedine Alaia, Issey Miyake, Lolita Lempicka e Paule Ka.

    Per i cacciatori di sconti e occasioni sono interessanti le offerte dégriffé: abiti firmati della stagione precedente ai quali è stata tolta l’etichetta e quindi la relativa firma. Una fila intera di questi negozi, che in parte offrono anche giacenze di magazzino, si trova in Rue d’Alésia: Sonja Rykiel (n. 110), Cacharel (n. 114), Crémieux (n. 116), Diapositive (n. 72), Majestic by Chevignon (n. 122), Daniel Hechter (n. 92). Fino al 40% di sconto, e a volte anche di più, nelle vendite di fine stagione.

    2. Velib

    Pedalando in Velib, foto © Mlle Bé, flickr

    Parigi non è famosa per essere una metropoli adatta alle biciclette, e nei nodi stradali più importanti, come l’Arc de Triomphe, può risultare estremamente pericoloso gettarsi nel caos del traffico su due ruote. Però qualcosa sta cambiando: l’amministrazione cittadina ha avviato, infatti, il progetto Vélib (vélo libre service), che prevede più di 1.400 stazioni per il noleggio di biciclette (www.velib.paris.fr) dove vengono affittate più di 20.000 vélos grigie a tre marce e dotate di cestino anteriore, che ormai sono diventate parte integrante dell’immagine della città. L’offerta è interessante anche per i turisti. Con la carta di credito si possono acquistare biglietti per un giorno (€1) o per una settimana (€5). Per la prima mezz’ora si può usare la bici gratis, per la seconda mezz’ora si paga €1, poi ogni altra mezz’ora costa €4: sono quindi convenienti soprattutto i tragitti brevi. È consigliabile consultare la  mappa “Paris Vélib” dove sono segnalati i percorsi ciclabili.

    3. Mercatini

    Il Mercato delle pulci di Saint-Ouen, foto © anka@happyhangaround, flickr

    I mercatini delle pulci di Parigi rappresentano una delle attrazioni principali della metropoli, specialmente il Marché aux Puces de Saint-Ouen vicino alla Porte de Clignancourt. Più di 5 milioni di persone visitano ogni anno quello che è il più grande mercato d’artigianato al mondo, aperto solo dal sabato al lunedì e costituito in realtà da 16 diversi settori. Nei numerosi padiglioni, a volte anche su più piani o all’aperto, si trovano in vendita vestiti, cianfrusaglie di ogni tipo e un vastissimo assortimento di mobili. Ogni settore è specializzato in qualcosa, dallo stile liberty agli anni Settanta. Spostatosi alla fine del XIX secolo dal centro di Parigi al margine settentrionale della città, il mercato è fiorito nel corso dei decenni. Borghesi, soprattutto stranieri, e americani in particolare, sono i clienti più affezionati.

    Da qualche anno, tuttavia, le cose non vanno più così bene. Molti commercianti, non riuscendo più a vendere i loro prodotti, hanno deciso di andarsene. Tutto ha avuto inizio con il mancato arrivo dei turisti americani in seguito all’attacco alle torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001; la situazione è peggiorata di anno in anno anche a causa della crisi finanziaria. Come se non bastasse, i migliori clienti hanno preferito i negozi d’antiquariato di Saint-Germain-des-Prés o la casa d’aste Drouot, mentre per quanto riguarda il segmento di mercato più modesto è fortissima la concorrenza dei mercatini delle pulci privati e di Internet.

    Per i turisti una visita al mercato resta comunque d’obbligo. È bello anche semplicemente curiosare tra le bancarelle colorate all’aperto o dentro i padiglioni, e magari trovare un paio di buone occasioni. Un bel regalino da Parigi farà la sua figura nel salotto dei vostri amici. Inoltre, nonostante il futuro del mercato sia in discussione, ci sono anche nuovi possibili e interessanti sviluppi, dal momento che in alcuni padiglioni hanno aperto diversi locali di musica jazz.

    E le vostre parole per Parigi quali sono?

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