Dammi tre parole: Roma

  • destinazione:
  • Dammi tre parole

    Sì, la sfida è titanica, perché per parlarvi di Roma ci servirebbero tutte le parole di questo mondo, e anche di quell’altro. Noi però la accettiamo. Scoprite quali abbiamo scelto e per quali esperienze sono il passepartout.

    Chiese

    roma fori imperiali
    Roma, semplicemente fotogenica

    Quante sono le chiese di Roma? Provate a contarle passeggiando per il centro storico, dove praticamente ogni piazza, via e vicolo ne ha una, quando non due o anche tre, talvolta una accanto all’altra. Vi avvertiamo: è un’impresa quasi impossibile. Roma vanta una delle chiese più piccole del mondo, la Madonna dell’Archetto, dalle dimensioni di un confessionale, non lontana dalla Fontana di Trevi, e la più grande di tutte, la Basilica di San Pietro, che sul pavimento della navata centrale mostra con malcelato orgoglio come le altre grandi cattedrali del mondo potrebbero essere comodamente contenute al suo interno. Dalla serena austerità paleocristiana di Santa Sabina, sull’Aventino, al sontuoso fasto barocco della piccola Chiesa della Maddalena, vicina al Pantheon: ce n’è per tutti i gusti. Senza dimenticare che i luoghi di culto romani custodiscono un vero e proprio museo diffuso di opere d’arte dal valore inestimabile, oltretutto visitabile gratuitamente. E, in alta stagione, offrono un’oasi di pace e frescura dove trovare un po’ di sollievo dalle temperature estive.

     

    Cinecittà

    La famosa scena de La dolce vita

    La scena più celebre de La dolce vita esprime il massimo della sensualità. Eppure in quella gelida notte invernale del 1960, quando Marcello Mastroianni e la procace Anita Ekberg furono costretti a immergersi nella Fontana di Trevi, la vita sembrava tutt’altro che dolce. Se la bionda svedese dal generoso decolleté era abituata alle fredde temperature del Mar Baltico, il focoso latin lover italiano non voleva saperne di entrare in acqua. Solo quando Federico Fellini permise al protagonista di indossare un paio di pantaloni da pescatore sotto lo smoking fu possibile girare la notissima scena. Fu in questo periodo che nacque il mito di una città internazionale, centro dello svago, adatto a essere sfruttato come set cinematografico.  In realtà, già i registi del Neorealismo (Roberto Rossellini, Vittorio de Sica e il raffinato Luchino Visconti) avevano dato smalto alla fama di Cinecittà, fondata da Mussolini nel 1937 a scopo propagandistico. Ma i famosi capannoni di Via Tuscolana si associano solo al genio di Fellini, che girò buona parte delle sue stravaganti scene oniriche e sensuali proprio lì: ben venticinque film in meno di vent’anni, dal primo grande successo La Strada alla sua consacrazione come regista con 8 e ½, fino al lavoro d’addio La voce della luna, realizzato poco prima della morte avvenuta nel 1993.

    Cinecittà, Teatro n° %. Il più amato da Federico Fellini
    Cinecittà, Teatro n° %. Il più amato da Federico Fellini

    Da allora, sulla città del cinema cadde il silenzio. Fatta eccezione per alcuni film di culto come Caro Diario di Nanni Moretti e Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, i lungometraggi girati nella capitale sono diminuiti e Cinecittà ha perso il lustro degli anni passati. Ovviamente si vorrebbe recuperare la fama di un tempo, ma i fondi destinati alla cultura e allo spettacolo sono insufficienti per rilanciare il set romano. I registi preferiscono altre location, nonostante si cerchi di aumentare il numero di iniziative, come il Festival del Cinema che si tiene ogni autunno dal 2007 nella zona di Villa Borghese. Ormai le riprese vengono effettuate un po’ dappertutto, e perfino Il gladiatore con Russell Crowe, ambientato nell’antica Roma, è stato girato altrove, addirittura in Marocco, a Ouarzazate.

     

    Obelischi

    obelisco pantheon
    Roma, l’obelisco del Pantheon

    Da Venezia i turisti portano come souvenir il modellino di una gondola, da Parigi la Tour Eiffel in miniatura. Ai tempi di Cesare, i condottieri romani amavano portare con sé dalle campagne belliche gli obelischi, che pesavano tonnellate e che gli Egizi destinavano al culto del Sole. A Roma ne sono rimasti dodici, sparsi nelle piazze più belle. Il primo fu trafugato a Heliopolis dall’imperatore Augusto; l’ultimo da Mussolini nel 1937 ad Aksum, in Etiopia, e restituito nel 2004. Molti obelischi sono decorati con misteriosi geroglifici. Se andate alla ricerca di questi antichi status symbol, recatevi nei luoghi più famosi di Roma: davanti a San Pietro, Montecitorio e il Pantheon; in Piazza Navona, Piazza del Popolo, Piazza del Quirinale; a Santa Maria Maggiore, alle Terme di Diocleziano, in cima a Trinità dei Monti e, piccolo e nascosto, nel Parco di Villa Celimontana. Impossibile essere delusi dallo spessore storico e dalla ricchezza artistica di queste magnifiche opere d’arte.

    Potrebbe interessarti

    • «Di questa città mi piace la dimensione umana. È abbastanza grande per offrire i vantaggi di una metropoli, come la ricca offerta culturale e una mentalità aperta, ma è al tempo stesso intima e accogliente»: così si esprime Walter M. Weiss, autore Marco Polo, su Vienna. La capitale austriaca vive…
    • Sindone a Torino 2015 - Dal 19 aprile al 24 giugno 2015 avrà luogo a Torino l’ostensione della sindone, che si visiterà gratuitamente dopo aver prenotato online o via telefono. Ecco una nostra proposta per visitare con l’occasione i punti principali del capoluogo piemontese. Che cos’è la sindone? È il lenzuolo…
    • 10 curiosità di viaggio Nella Fontana di Trevi un milione di euro all'anno Affidare un desiderio a una moneta lanciata nelle acque della celebre fonte romana è quasi un obbligo durante una visita nella capitale. In questo modo, ogni anno si raccolgono migliaiaia di euro, anzi, oltre un milione. Le somme…