Dammi tre parole: Torino e il Piemonte

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    Lingotto dall’alto, © The Bode (Flickr)

    Nella terra del vino e del riso, dei monti e della pianura, del barocco e dei Savoia, le attrazioni non finiscono mai. Abbiamo scelto per voi tre parole chiave che riassumono una delle regioni italiane dall’offerta turistica più ampia.

    Arte contemporanea
    Le bellezze storico-artistiche di Torino sono indiscutibilmente messe in ombra da quelle di Roma, Firenze o Venezia, veri scrigni d’arte, per cui chi volesse cercare antiche rovine o palazzi rinascimentali non troverà grande soddisfazione sulle rive del Po. Il discorso cambia se si considera l’arte contemporanea, di cui Torino è una capitale. Oltre al vivace panorama artistico che anima le innumerevoli gallerie, anche il Museo di Arte Contemporanea nel Castello di Rivoli e la Galleria Civica di Arte Moderna GAM attirano molti turisti. L’interesse internazionale è suscitato dalle mostre di due rinomati enti: la Fondazione Merz, dedicata al maestro dell’Arte Povera Mario Merz, e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, entrambe situate in edifici industriali dismessi, a dimostrazione della metamorfosi dalla cultura manifatturiera all’arte. Un business, quest’ultimo, che lavora a pieno ritmo a inizio novembre, quando nei locali del Lingotto si tiene la fiera denominata Artissima, mentre per le strade del borgo Filadelfia, dove un tempo c’erano i mercati generali, va in scena Paratissima, evento off che dà visibilità ai giovani artisti emergenti esponendone le opere in piazza, nei negozi e nei locali. Con un contorno di musica, drink e buon cibo. Arte come piacere dei sensi: siamo pur sempre in Piemonte!

    Cioccolato
    Si narra che il duca Emanuele Filiberto, per festeggiare lo spostamento della capitale da Chambéry a Torino, abbia offerto alla città una tazza di cioccolata fumante. Inizia così la “storia d’amorosi sensi” tra il capoluogo piemontese e il cioccolato. Qui nei secoli si sono espressi grandi maestri cioccolatieri ed è nato il famoso Bicerin, bevanda calda a base di cacao, caffè e crema di latte, che ha ammaliato schiere di visitatori. Questa è anche la patria del gianduiotto, che unisce il cacao alla nocciola delle Langhe, quest’ultima ingrediente essenziale della crema più famosa del mondo, la Nutella, nata proprio in Piemonte. Oggi il distretto torinese, con le sue grandi firme dell’industria e dell’artigianato cioccolatiero, è il maggior centro italiano di produzione, celebrato ogni anno con una fiera di grande richiamo, CioccolaTò.

    Resistenza
    Conosciuta anche come “guerra partigiana” combattuta contro i nazisti e i fascisti della Repubblica di Salò, la Resistenza fu particolarmente attiva in Piemonte, senz’altro favorita dalla morfologia alpina del territorio. Qui si costituirono numerosi nuclei di partigiani, dalle Langhe e dal Monferrato alle valli cuneesi, dalla Valle di Susa alla Val Sesia, alla Val d’Ossola, dove all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1944, si formò e governò brevemente la cosiddetta “Repubblica partigiana dell’Ossola”. Le formazioni più organizzate (Giustizia e Libertà, Brigate Garibaldi) e le tante bande autonome erano comandate da ex ufficiali del Regio Esercito che avevano scelto di combattere in montagna, arruolando giovani scelti sul campo. Elementi essenziali di coesione furono l’antifascismo, il rifiuto della disastrosa guerra condotta da Mussolini, la critica ai vertici militari, ritenuti inetti e incapaci. Tra i più noti comandanti partigiani che hanno combattuto in Piemonte, molti hanno avuto un ruolo importante nella cultura dell’Italia libera del dopoguerra: Nuto Revelli e Giorgio Bocca, Dante Livio Bianco, Giancarlo Pajetta, Antonio Giolitti, Pompeo Colajanni.

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