Donne, vini & viaggi. 10 esperienze per intenditrici

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Negli ultimi anni gli itinerari sulle strade del vino attirano sempre più turisti: sono tante le persone che si lasciano ispirare dalle etichette per scegliere una meta da scoprire e tra queste ci sono sempre più donne.

Un calice di rosso e la giusta nota femminile
 

Articolo di Selene Scinicariello – Viaggi che mangi

L’enoturismo dilaga: gli itinerari del vino si moltiplicano e le cantine si attrezzano per ospitare gli appassionati in visita. Se un tempo si riteneva che il vino fosse “cosa da uomini”, oggi si sa che anche le donne, oltre ad essere delle grandi appassionate, sono vere intenditrici. Ecco allora qualche consiglio dedicato proprio a loro: 10 viaggi per donne amanti del buon vino sulle orme di vitigni romantici, caparbi e passionali.

 

Donne, vini & viaggi in Italia

Iniziamo questo rassegna di luoghi e di vini (o di luoghi divini se vogliamo!) dedicati alle donne partendo dalla nostra bella Italia.

 

1. Il Marzemino: il vino rosso del Trentino cantato nel Don Giovanni

Riva del Garda, un calice di Marzemino © Viaggi che mangi

Il Marzemino è un vitigno a bacca nera oggi molto coltivato in Trentino. Il vino che ne viene ricavato ha un colore rosso rubino vivace, un profumo gentile che ricorda i frutti di bosco e un sapore secco, ma morbido che ne rammenta i profumi. È vino per una donna passionale e seducente. Un vino da sorseggiare, magari, sulle sponde del Lago a Riva del Garda, borgo affascinante non troppo distante dalla sua zona di produzione principale, l’area di Rovereto.

Il Marzemino, appassionato e attraente, veniva cantato anche nel Don Giovanni di Lorenzo da Ponte su musica di Mozart.

 

2. Il Cari: il vino della Regina

Torino, vigneti di Villa della Regina © Viaggi che mangi

Il Cari è un vino raro: i vigneti in cui lo si coltiva nella sua forma più pura sono pochissimi, così come i suoi produttori. È originario delle colline torinesi e nei secoli passati fu molto amato dalle famiglie aristocratiche.

Gli sono sempre state attribuite proprietà afrodisiache, così come al suo cugino Pelaverga originario della provincia di Cuneo e per questo pare venisse offerto agli sposini affinché brindassero alla loro prima notte di nozze.

Oggi alcune piante di Cari si trovano anche in un vitigno… regale! Nel giardino della Villa della Regina, a Torino, si producono vini seducenti. Nei vitigni che si affacciano su un panorama mozzafiato, su cui svetta la Mole Antonelliana, tra le uve coltivate per produttore la celebre e diffusa Freisa si incontrano anche quelle del Cari.

 

3. Il Gavi: il vino della Principessa “Cortese”

Forte di Gavi, panorama © Viaggi che mangi

Il Gavi, o Cortese di Gavi, è un vino bianco delicato e fresco. Si produce in Provincia di Alessandria ed è strettamente collegato alla leggenda della Principessa Gavia. Si narra che la ragazza fosse figlia del re Merovingio Clodomiro e che egli le negasse l’amore per un giovane di cui si era invaghita. Gavia decise allora di rifugiarsi in queste terre piemontesi per sfuggire al padre ed essere libera di amare. Il popolo l’accolse con amore, diede il suo nome al piccolo e romantico borgo di Gavi e l’appellativo “cortese” al vitigno che veniva coltivato in quelle terre.

Il Cortese di Gavi è di certo uno degli ottimi motivi per organizzare una visita in quello che è uno dei borghi più romantici e belli d’Italia.

 

4. Il Rossese di Dolceacqua: il vino di un borgo uscito da un dipinto

Dolceacqua, fontana del Rossese © Viaggi che mangi

Dolceacqua è un borgo che sembra uscito da un dipinto tanto è perfetto e delicato. In effetti se ne era innamorato anche il pittore francese Monet, che ritrasse dolceacqua in alcuni suoi quadri di fine Ottocento.

Chissà se l’artista amasse anche il particolare vino della zona. Il Rossese è un rosso dai lievi profumi floreali, che ricorda la terra asciutta e la sapidità del mare. Un vino che si beve fresco, magari in una trattoria dell’entroterra del ponente, gustando un ottimo coniglio alla ligure.

Un vino, questo, per una donna che sa il fatto suo, romantica e decisa allo stesso tempo.

 

5. Il Passito di Pantelleria: il vino dell’isola profumata

Dolce e profumato, il Passito di Pantelleria è sinonimo di Sicilia. Questo è un vino dalla storia millenaria, i cui aromi suggestivi hanno da sempre alimentato miti e leggende. Ce n’è una, in particolare, che vale la pena di ricordare: quella legata alla dea Tanit. Si dice che costei, innamorata di Apollo, si finse coppiera degli dei. Sostituì l’ambrosia con il passito dell’isola di Pantelleria, riuscendo così a conquistare i favori del dio del Sole.

Trapani, nel cuore delle saline © Viaggi che mangi

Dopo la salita al borgo di Erice con la funivia e una passeggiata alle saline di Trapani al tramonto, il consiglio è di raggiungere quest’isola delicata. Qui ci si potrà lasciare incantare da una notte stellata, mentre si sorseggia Passito e si gustano le ottime paste di mandorla della tradizione siciliana.

 

Donne, vini & viaggi all’estero

Lasciamo l’Italia e i suoi vini senza eguali per volgere lo sguardo nel resto d’Europa e del Mondo. Ecco 5 vini che possono ispirare altri viaggi per donne appassionate e intenditrici.

 

6. Lo Champagne: il vino che è donna

Maison dai giardini fioriti, antichi castelli e vigneti a perdita d’occhio: è questa la regione dello Champagne nella zona di Reims.

Oltre ai grandi marchi famosi in tutto il mondo si incontrano anche piccoli vignerons (viticultori) che coltivano le proprie uve con amore e attenzione.

Tra i paesaggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO non può che venir voglia di fermarsi per un romantico picnic tra le vigne: un po’ di formaggio, una baguette e, ovviamente, una bottiglia dello spumante più famoso al mondo. Sembra la scena di un film.

Non tutti sanno che lo Champagne deve parte della sua fama a una serie di intuizioni avute proprio da alcune donne.

Madame Nicole Barbe Ponsardin, giovane vedova di 27 anni, ereditò dal marito Philippe Clicquot i vigneti e l’attività diventando una delle prime donne imprenditrici. Madame Clicquot produsse il primo Champagne millesimato della storia e contribuì a rendere famoso questo vino tra l’aristocrazia russa.

Fu invece un’idea di Jeanne Alexandrine Louise Mélin, conosciuta come Madame Pommery, quella dello Champagne Brut (secco) che meglio si adattava ai gusti dei suoi principali clienti, gli inglesi.

 

7. La Retsina: il vino aromatica dell’antica Grecia

Sifnos, ode alla Grecia © Viaggi che mangi

Un vino bianco o rosato aromatizzato con l’aggiunta della resina del Pino d’Aleppo: è questa la Retsina, un vino millenario.

Nella Grecia Antica si era soliti sigillare con la resina le anfore in cui veniva conservato il vino in modo da non farlo entrare in contatto con l’aria. Con il tempo si decise di aggiungere la resina direttamente all’interno del vino stesso. Così è nato il vino più bevuto di Atene, che ha più di 2000 anni di storia!

La Retsina fresca è un’ottima compagna durante un romantico tramonto sull’Egeo, magari nella quiete dell’isola di Sifnos.

 

8. Il Melnik: il vino rosso della Bulgaria più nascosta

Melnik © Viaggi che mangi

A sud ovest della Bulgaria, quasi al confine con la Grecia, si trova uno dei più piccoli paesini dell’intera Nazione: Melnik, appunto. Nei dintorni delle poche abitazioni e dei ristoranti che cucinano piatti autentici della tradizione, si estendono i vigneti di un’uva rossa da cui si produce un vino che stupisce.

Un vino forte, dai sentori di fragola e ciliegia e con una nota minerale. Un vino adatto ad una donna che ha voglia di esplorare, conoscere e lasciarsi meravigliare.

 

9. Lo Zinfandel: il vino della California

Per molto tempo questo vitigno fu considerato autoctono della California, fino a quando, negli anni Novanta, venne dimostrato che lo Zinfandel condivide lo stesso profilo genetico del Primitivo e del Crljenak Kaštelanski, vino croato dal nome impronunciabile.

Vitigno dalle origini misteriose, lo Zinfandel è celebrato in America come patrimonio storico e culturale… Fino a quando una donna, Carole Meredith, dimostrò che la sua non era solo una somiglianza e che lo Zinfandel e il Primitivo pugliese erano davvero gemelli. L’avventura “familiare” di questo vitigno, però, non finì qui e a seguito di numerose altre ricerche si giunse alla conclusione che entrambi i vini derivassero dal Crljenak Kaštelanski, un vitigno della costa dalmata, in Croazia.

 

10. Il Wrotham Pinot… e i vini della Regina Elisabetta

Il Wrotham Pinot è un vitigno inglese particolarmente resistente a malattie e freddo. Fu scoperto quasi per caso a Wrotham: pare che la sua origine sia antichissima e che risalga ai tempi degli antichi Romani. Con le sue uve si produce anche lo spumante, uno dei vini più amanti in Inghilterra… Tanto che anche la Regina Elisabetta, da qualche anno, ha deciso di produrre il suo.

Non si poteva concludere questa serie di suggestioni sugli itinerari del vino capaci di ispirare una serie di viaggi per donne se non con i vini dell’amata Queen Elizabeth!

Dal 2013 nel Regno Unito si stappano le bottiglie delle Windsor Vineyards prodotti con uve Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier… e nel frattempo le strade del vino iniziano a dilagare anche qui!

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