Dublino: qualche passo tra i trifogli

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    È San Patrizio!

    È il giorno in cui gli irlandesi in patria e in giro per il mondo festeggiano il loro patrono e la loro principale festa con sfilate, musica e tanta birra.

    Anche noi partecipiamo alla festa con un nuovo articolo dedicato a Dublino. Ce la racconta Alia Zuffi, blogger di Aliapiedienfamilia, la quale nel suo blog parla di Madrid ma è tifosa sfegatata della capitale irlandese e la conosce molto bene.

     

    1. Raccontaci di cosa tratta il tuo blog e di cosa parla il tuo primo libro?

     

    Alia di Aliapiedienfamilia

    Come alcuni di voi già sanno dalla precedente intervista su Madrid, pubblicata in questo blog a novembre dell’anno scorso, sono una madre di famiglia, milanese di origine e madrilegna di adozione, con un lavoro part-time ed un hobby full-time: il mio blog,www.aliapiedienfamilia.wordpress.com, dedicato alla continua scoperta della capitale spagnola e delle sue proposte di ozio “familiare”, quali laboratori, visite guidate o spettacoli dedicati a grandi e piccini ed organizzati all’interno di edifici, musei, parchi e giardini poco conosciuti, o comunque curiosi ed originali.

    L’estate scorsa mio marito, ideatore di tale blog, mi suggerì anche di scrivere, come nostro ricordo personale, un diario di viaggio, dedicato all’ultima città europea visitata senza i bimbi e che, inaspettatamente, si è trasformato in un vero e proprio libro, reale e non virtuale, e che spero diventi il primo di una ricca serie “aliapiedesca” in giro per il mondo!

     

    2. Di quale destinazione ci parli? Cosa ti ha colpito di più, per cosa la ricorderai? Così, di getto e senza pensarci troppo

    La destinazione di cui voglio parlarvi è la capitale della Repubblica d’Irlanda, protagonista di questo mio libro, Aliapiedi… a Dublino, da poco pubblicato da David and Matthaus.

    IRISH NATIONAL WAR MEMORIAL GARDEN

    Dublino, da un lato, mi ha profondamente colpito per la incredibile vitalità della sua gente, il cui carattere non risulta per niente influenzato dalle ostili condizioni atmosferiche, e, dall’altro, mi ha intensamente emozionato per il costante ed orgoglioso ricordo del suo turbolento passato da parte dei suoi giovani cittadini. Infatti, camminando per le strade di questa capitale, i pub, i ristoranti, i locali si susseguono uno dopo l’altro, aperti a qualunque ora del giorno e della notte, per accogliere ed avvolgere con la loro musica, e la loro birra, gli allegri e spensierati clienti, autoctoni e non solo; allo stesso tempo, però, questi stessi irlandesi che sanno divertirsi, ridere e scherzare in compagnia, non dimenticano le loro dolorose origini, vissute e ricordate non solo nelle istruttive visite guidate all’interno di emblematici edifici, testimoni di vite spezzate, come la prigione di Kilmainham o il cimitero di Glasnevin, ma anche nei silenziosi

    KILMAHINAM GAOL

    monumenti commemorativi del Garden of Remembrance, nelle mute statue dei valorosi eroi, come quelle di O’Connell e Parnell, e negli struggenti gruppi scultorici, come  The Famine Memorial, dedicati alle innocenti vittime di una spietata politica del governo britannico, contrario all’interventismo economico.

     

    3. Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)

    DUBLINO, GRAND CANAL DOCK

    Per potersi ristorare dopo un’intensa giornata culturale, tra i vari pub è degno di considerazione il famoso (e quindi turistico) Brazen Head, il più antico della città, con più di ottocento anni alle sue spalle, le cui pareti trasudano fama e tradizione, cosí come dimostrato dai numerosi riconoscimenti ufficiali e dalle innumerevoli foto di celebrities esposte nelle sue oscure sale interne, precedute da un grazioso cortiletto pieno di gerani dove, se il clima lo consente, si può anche mangiare all’aperto. Se invece si vuol provare un ristorante tipico, consiglio (previa prenotazione!)  la Boxty House, un posto di ristoro dallo stile rustico, con romantico caminetto all’ingresso, dove poter degustare le famose “boxties”, una specie di crêpe di patate, godendo inoltre, attraverso la sua ampia vetrata, dello spettacolo dell’inarrestabile via-vai degli allegri passanti che affollano le strade pedonali dell’animatissimo quartiere di Temple Bar. Per chi poi, come la sottoscritta, dopo tanti pranzi e cene irlandesi, provasse invece un po’ di nostalgia per la nostra gastronomia, senza dubbio un’ottima scelta è Dunne & Crescenzi, un ristorante, con annesso negozio di prodotti gourmet,  dotato, secondo una pratica alquanto diffusa nella capitale, di menù a prezzo fisso per tutti i tipi e gusti, in base alle differenti fasce orarie, come il “pre-dinner”, il “post-dinner”, il “dinner”, il “pre-theatre”, il post-theatre”, etc. etc. Inutile aggiungere che in “Aliapiedi… a Dublino” descrivo, con dovizia di dettagli (e di avventure!), i suddetti locali, scenario di curiosi incontri o di simpatici aneddoti.

     

    4. Un posto particolare dove dormire (e magari economico)?

    SAMUEL BECKETT BRIDGE

    Senza dubbio The Marker, un fiammante ed originale hotel ubicato in una zona da poco recuperata lungo il Grand Canal Dock e caratterizzata da edifici, teatri e locali modernissimi, quali il Bord Gais Energy Theatre, l’Alto Vetro o la Millenium Tower, e, poco più in là, alle sue spalle, sul fiume Liffey, dal Convention Centre  e dal Samuel Beckett Bridge. Ampie stanze, dotate di ogni confort,  wi-fi gratuito, SPA e palestra e l’ottima offerta culinaria e cocktelera dei suoi bar, ubicati l’uno al piano terra e l’altro, il roof-top lounge, all’ultimo piano, in una posizione privilegiata da cui poter ammirare lo skyline dublinese, ove spicca l’originale tetto ondulato del monumentale, e da poco ristrutturato, Aviva Stadium.

     

    5. Il consiglio low budget (meglio se gratis)?

    Come consiglio low-budget in una capitale che è alquanto (e sorprendentemente) cara, indubbiamente è da sfruttare l’ingresso gratuito a tutti i musei nazionali – basti ricordare la Chester Beatty Library, l’Irish Museum of Modern Art o la National Gallery of Ireland -, che servono anche in caso di pioggia (cioè quasi sempre)! Se dovessi esprimere una preferenza in questo ambito, nominerei la National Librery of Ireland . Questa biblioteca pubblica, confinante con la Leinster House, la sede del Parlamento, è dotata di una sala di lettura principale, accessibile gratuitamente, e pur non essendo tanto nota quanto la celeberrima Long Room del Trinity College, risulta veramente sorprendente, decorata e illuminata dalla luce di verdi lampade d’epoca su scrivanie dal legno pregiato e, dominata da una grandiosa ed imponente cupola.

    6. Una gita in giornata: cosa consigli?

    BELFAST

    Per una gita in giornata da Dublino ci sono varie possibilità. In treno, con wi-fi gratuito a bordo, si può facilmente raggiungere in un paio di ore la rinnovata Belfast, capoluogo di un Paese vicino geograficamente, ma lontano storicamente. Come alternativa, con il DART (Dublin Area Rapid Transit), una specie di passante ferroviario che collega la capitale con alcuni paesi dell’area metropolitana, in poco più di mezz’oretta si può arrivare, sempre con wi-fi gratis a bordo, al pittoresco porto di Howth,

    HOWTH

    caratterizzato dalle scenografiche scogliere, dai tipici locali di ostriche e dalle simpatiche foche in libertà! Infine, attraverso uno qualunque dei tour operator locali, è possibile anche visitare in giornata il castello di Trim, utilizzato per le riprese di Braveheart e successivamente, le scenografiche montagne del Parco Nazionale di Wiclow insieme con lo storico villaggio celtico di Glendalough, immerso in una rigogliosa valle di origine glaciale fiancheggiata da due laghi, come lo stesso nome indica in gaelico.

    7. Il souvenir imperdibile da portare con sé a casa?

    Per quanto riguarda i souvenir, risulta veramente impressionante la quantità di negozi di merchandising che si incontrano lungo il cammino, caratterizzati dal colore verde dei loro prodotti, quali trifogli e gnomi, la cui presentazione, strano a dirsi, non è per niente pacchiana, come invece succede in altre città europee. Per chi poi è amante dello sport, un bel ricordo potrebbe essere un capo di abbigliamento della squadra nazionale di rugby che, eccezionalmente unificata a tal scopo, rappresenta l’intera isola, annoverando sportivi appartenenti sia alla Repubblica d’Irlanda sia all’Irlanda del Nord, nonostante la storica rivalità religiosa tra i cittadini cattolici della prima e quelli protestanti della seconda. Sfortunatamente, lo dico per esperienza, l’uniforme in questione, il cui vessillo è il famoso trifoglio, lo shamrock, presenta un prezzo al pubblico non certo irrisorio.

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