Edimburgo: viaggio con Robert Louis Stevenson

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    Si può capire l’anima di una città leggendo un libro? Sì, se il libro è l’opera di un grande scrittore come Robert Louis Stevenson. È capitato a Edimburgo a Giovy Malfiori e questo è il suo racconto delle esperienze da non perdere.

    Edimburgo, il Castello
    Edimburgo, che ne dite di una giornata letteraria?

    Articolo di Giovy Malfiori – blogger di Emotion Recollected in Tranquillity

    Mi è sempre piaciuto abbinare viaggi e libri. Ci sono scritti in ogni epoca capaci di essere la perfetta integrazione della più aggiornata delle guide di viaggio. Qualche mese fa ero alla ricerca di un libro mai letto prima, capace di portarmi in giro per Edimburgo. Io e la capitale scozzese ci conoscevamo già a fondo e avevo bisogno di qualcosa per guardare “Embra” (come la chiamano i locali) con occhi diversi. Come spesso accade, sono i libri a trovare noi e non il contrario: fu così che, gironzolando in libreria, è capitata tra le mie mani una copia di Edimburgo. Tre passeggiate a piedi” di Robert Louis Stevenson, il celebre autore de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Edimburgo, per altro, è una città fortemente legata ai suoi scrittori: Stevenson, Sir Walter Scott e Robert Burns la fanno da padrona e non solo nei pressi del Royal Mile, dove si trova uno degli ingressi al Writers’ Museum.

    Il libro che vi ho indicato si divide in due parti: quella che interessa a noi è la prima, intitolata “Note Pittoresche”. Stevenson percorre con le parole la sua città, rivelandoci l’opinione di un abitante doc. Così apostrofava, con acume e familiarità, la sua città: “Edimburgo non è tanto una piccola città quanto il più grande dei borghi”.

    Old Town, Edimburgo. Non sarà la solita passeggiata.

    La Old Town, quando era malfamata
    Percorrere il Royal Mile è la prima cosa da fare quando si arriva a Edimburgo, almeno per la prima visita in città. Ciò che vediamo ora, lungo questa iconica via, è quanto di più bello i nostri occhi possano chiedere. Questa strada ci racconta molto del passato di Edimburgo e ci regala una perfetta immagine gotica della città. È sempre stato così? Certo che no.

    La Old Town di Edimburgo era, ai tempi di Stevenson, uno dei luoghi più malfamati dove vivere. Questo perché la Old Town sorge su quelle che un tempo erano le lands, terre acquitrinose e malsane. Le case che si affacciavano lungo questa via erano spesso abitate dalle fondamenta alle soffitte: più in alto abitavi, più povero eri. Stevenson dice “Il povero può andare ad appollaiarsi per la notte lassù nel centro di Edimburgo, e avere ancora dalla sua finestra una fuggevole vista della campagna verdeggiante; vedrà i quartieri dei ricchi molti metri più in basso, con le loro larghe piazze e giardini…”.

    Calton Hill, Edimburgo

    Calton Hill, atmosfera vera o falsa?
    Calton Hill è perfetta la mattina, per fotografare la città dall’alto e dominarla con lo sguardo. Il sole sorge alle sue spalle, quindi illumina la città nel modo giusto poco dopo l’alba. Al contrario, se vi sentite in vena di un gran tramonto sul Castello di Edimburgo, salite su Calton Hill nel tardo pomeriggio.

    Calton Hill è una zona monumentale voluta tra il XVIII e il XIX Secolo per ricordare alcuni dei grandi di Scozia, e non solo. Doveva richiamare l’idea classica di una sorta di acropoli e poter essere ammirata da ogni angolo della città. Oggi è un parco pubblico, aperto solitamente from dawn to dusk, come scritto sui cartelli all’entrata. L’area non era molto diversa ai tempi di Robert Louis Stevenson, anche se lo scrittore sembrava non apprezzare molto questa collina. Nel libro che abbiamo citato la definisce “La moderna rovina […] una struttura imponente da lontano e da vicino, e che dà a Edimburgo, anche dal mare, quella falsa aria di una moderna Atene”.

    Edimburgo, il fiordo da Calton Hill © Giovy Malfiori

    Opinioni letterarie a parte, Calton Hill resta uno dei migliori panorama point della capitale scozzese. Non a caso, anche Stevenson continuava ammettendo: “Di tutti i posti dove godersi un panorama, Calton Hill è forse il migliore”. Proseguiva affermando che si trattasse dell’unico posto di Edimburgo da cui vedere il fiordo, il castello e l’Arthur’s Seat. Ed è proprio così.

    Edimburgo, la suggestiva Circus Lane © Giovy Malfiori

    La New Town, giratela con calma

    Il centro di Edimburgo è diviso in due zone, separate da Princess Street. Da un lato la Old Town, dall’altro la New Town. La città nuova è stata costruita nell’arco di 90 anni, fino al 1850. Nel 1995 è stata designata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e resta, anche oggi, un esempio inimitabile di sviluppo urbano.

    Con lo sviluppo della New Town, nacquero il Dean Village e le Stockbridge Colonies. Non solo, in quel periodo vennero progettati anche i Queen’s Gardens e la zona del Royal Circus, dove troviamo Circus Lane, una delle vie più “cosy” e fotograte della capitale scozzese. Che ne pensava Stevenson di questo pezzo di nuova città?

    Nel libro che ci sta accompagnando si legge: “La città nuova di Edimburgo sembra di per sé, non solo allegra e ariosa, ma molto pittoresca […]. Molte delle case si affacciano sul lato sbagliato, con lo sguardo rivolto, come lo spazzino, verso quello che non merita di essere visto, e scortesemente levano la visuale a quelle delle file posteriori.” Insomma, Stevenson sembra amare e odiare allo stesso tempo ogni parte della sua città.

    Dal canto mio, ho trovato molto interessante scoprire la New Town. La passeggiata in questa parte della città vi potrebbe prendere anche 4 o 5 ore, se amate gustarvi le cose con la giusta dose di calma. Proprio di fronte ai Queen’s Gardens troverete la Scottish National Portrait Gallery: si tratta di un museo gratuito, contenente tutti i ritratti o statue di personaggi importanti per la storia di Scozia. Fossi in voi, farei un giro!

    Edimburgo è una città che richiede più di un viaggio per essere apprezzata. Io, pur avendola girata più volte, l’ho capita davvero solo camminando da sola con il libro di Stevenson nello zaino. Ho potuto vivere la città secondo i miei ritmi messi in comunicazione con quelli delle parole di Stevenson. Edimburgo. Tre passeggiate a piedi (Elliot Editore): un libro che vi consiglio di leggere!

     

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