I consigli di chi ci vive: Formentera

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    Formentera © victoriapeckham, flickr

    La voglia di estate si fa sentire?

    E noi vi portiamo a Formentera grazie Stefania Campanella, dell’associazione  www.formenterafiloblu.com e curatrice del blog  www.formenteranonesiste.com. Per cominciare a sentire l’odore del mare e essere consapevoli del rispetto ambientale che esso richiede.

    Raccontaci in poche parole chi sei e perché sei a Formentera!

    In realtà sono a Formentera tutte le volte in cui mi sento libera e rilassata, anche a distanza. Essendo un’isola estrema, non ci vivo regolarmente. Ma è comunque “casa” per me. Da quindici anni la percorro in lungo e largo (non è difficile perché è lunga solo 23 chilometri; una sorta di striscia di terra in mezzo al mare) per assorbire le sue energie e per scoprire le storie della sua gente e della sua terra (che poi sono diventate libri).

    Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare?

    Cap de Barbaria © iz4aks, Flickr
    Cap de Barbaria © iz4aks, Flickr

    Cap de Barbaria, il faro dove finisce il mondo delle cose… per vedere un tramonto indimenticabile e ipnotizzarsi a guardare il mare dall’alto. Qui è stata anche girata una celebre scena del film Lucia y el Sexo, in cui Paz Vega si cala nella grotta accanto al faro, per riemergere su uno strapiombo che toglie il fiato. Poi li porto a provare le specialità della cucina isolana in un ristorante tipico a un metro dal mare.

    Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)?

    ensalada-payesa, © balearsculturaltour.com

    Ecco appunto ho involontariamente anticipato l’argomento. Spesso gli italiani a Formentera hanno la strana abitudine di mangiare solo nei ristoranti italiani e, invece, la cucina spagnola/isolana regala piatti imperdibili, come l’insalata payesa (contadina) preparata con pomodori, cipolla ma soprattutto filetti di pesce secco, un prodotto che si produce solo a Formentera. Segnalo: frita de pulpo e fideua (una variante della paella con spaghettini tipici della Catalogna al posto del riso) e per accompagnare, solo vino prodotto dalla cantina dell’isola Terramoll.

    L’attività principale degli autoctoni?

    Formentera vive di turismo. La sua gente in passato si arrangiava con i lavori del campo, era più che altro una attività volta alla sopravvivenza. Oggi chiaramente (e per oggi intendo negli ultimi 30 anni), la modernizzazione ha reso libere le persone di scegliere di cosa occuparsi. Quindi escluderei una attività predominante.

    Il consiglio low budget?

    L’isola va di moda, è richiestissima e quindi non proprio low budget. L’unico modo è visitarla fuori stagione, quando è davvero spettacolare: dai fiori di aprile in spiaggia che contrastano con l’azzurro caraibico del mare, ai profumi di maggio; dalla luce di settembre alle reminiscenze estive che a volte ottobre regala.

    Dove passare una serata alternativa?

    fonda pepe © msgabilondo.wordpress.com

    La serata alternativa si passa per definizione al Fonda Pepe, locale frequentato dagli hippy negli anni 60/70, che ancora oggi ha mantenuto una atmosfera non mondana. Ma consiglierei una sera di tornare al faro, a Cap de Barbaria, per ammirare un cielo dove le stelle danno davvero spettacolo, con tutta l’isola alla sinistra,  l’Africa davanti (idealmente perché non si vede) e Ibiza a destra. Sotto, i delfini…

    La “perla” poco nota dell’isola?

    La spiaggia più frequentata in alta stagione è Illetas e non tutti si rendono conto che si tratta di un Parco naturale, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco per alcune caratteristiche, come la prateria di Posidonia più longeva ed estesa del mondo! Vedere sciami di motorini rumorosi, cicche sulla spiaggia e un prato di barche in un’oasi naturale, non è proprio il massimo, perché denota poca informazione, a mio avviso da parte di tutti, anche di chi dovrebbe fornirla. L’associazione Formentera Filo Blu di cui sono presidente si sta impegnando anche in questo. Abbiamo appena regalato mille portacenere ecologici all’isola per evitare l’abbandono delle sigarette sulla sabbia.

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