Food: che città ti piace?

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  • Vita in città

    Cinque città piene di personalità, anche ai fornelli. Scoprite qual è la vostra preferita seguendoci in questo viaggio nel food da Lisbona a Copenaghen.

    baccalà portoghese
    Lisbona, che ne dite di questo baccalà ai funghi?

    Lisbona, a tavola con l’amico fedele

    Può sembrare paradossale, ma in campo gastronomico la crisi economica ha avuto i suoi effetti positivi. I giovani cuochi portoghesi che si sono fatti un nome all’estero hanno infatti portato nella capitale molte idee innovative. Il piatto nazionale resta comunque il baccalà (bacalhau), chiamato affettuosamente “l’amico fedele” (o fiel amigo). Si dice infatti che ci siano almeno 365 modi diversi per prepararlo, uno per ogni giorno dell’anno.

    Ovviamente non c’è solo il baccalà. La cucina locale è semplice, rustica e sostanziosa, e le porzioni sono di solito abbondanti. Il pesce, il riso e le patate (spesso combinati insieme) con un contorno di fresca insalata costituiscono gli ingredienti essenziali. I piatti migliori sono perlopiù quelli delle trattorie (tascas), dove la padrona di casa (dona) segue ancora le ricette di famiglia, tramandate da generazioni.

     

    Il ristorante

    Bica do Sapato

    Questo locale è nato dalla collaborazione di Manuel Reis con l’attore John Malkovich. La Bica do Sapato è un ristorante trendy in stile anni ’70 situato in un ex magazzino del porto. Dalla facciata in vetro si gode di una magnifica vista sul Tago e in estate è possibile accomodarsi anche all’aperto. Vi sono inoltre una caffetteria che serve piccoli piatti e un elegante sushi bar al primo piano. Niente male le ostriche della foce del Sado, il carpaccio di stoccafisso, le empanadas di anatra e la più rustica alheira, un sublime insaccato tipico della cucina portoghese.

    L’indirizzo: Avenida Infante Dom Henrique

    Dublino
    Dublino, gli ingredienti hanno una storia importante

    Dublino, i generosi doni della natura

    Ingredienti di prim’ordine, questo è il segreto di Dublino. Dalle acque irlandesi provengono ostriche, gamberi e pesce fresco, mentre dai prati verdi, tenera carne di manzo e di agnello. E pensare che la tradizione culinaria irlandese un tempo era molto povera. Oggi, invece, i dublinesi posso permettersi, almeno ogni tanto, una puntata in un ristorante di classe. Gli immigrati di tutto il mondo, poi, hanno portato con sé le loro specialità.

     

    Il ristorante

    Bang
    La Dublino chic adora questo ristorante elegante e minimalista con cucina irlandese moderna: a parte una versione raffinata del tradizionale bangers & mash (patate e salsiccia), troverete a deliziarvi foie gras e salmone marinato. I crostacei irlandesi sono abbinati a sapori mediterranei o a spezie orientali.

    L’indirizzo: 11 Merrion Row

    Covent Garden Jamie Oliver
    Covent Garden, appuntamento con Jamie Oliver?

    Londra, un firmamento stellato

    Londra ha oggi oltre quaranta ristoranti Michelin ed è in grado di soddisfare ogni richiesta culinaria, dalla tradizione etiope alla cipriota, dalla cucina cinese e kosher alle diete a base d’aglio o senza glutine, fino alla gastronomia più innovativa. Anche il sushi e le tapas si stanno diffondendo. Con un po’ di fortuna, riuscirete a mangiare anche degli ottimi spaghetti.

    Sotto le etichette di Modern British, Modern European o Asian Fusion vengono serviti piatti molto creativi, a volte fin troppo azzardati nell’accostamento dei sapori. Intanto gli inglesi sono diventati tutti degli appassionati di cucina, ispirati da programmi televisivi condotti da cuochi come la brava Delia Smith, il disinvolto “Naked Chef” Jamie Oliver o la sensuale Nigella Lawson. Solo nel fine settimana avviene il ritorno alla più classica tradizione, la prima colazione all’inglese a base di eggs & bacon. A proposito di Jamie Oliver: mettetelo alla prova con un test del suo ristorante italiano al Covent Garden.

     

    Il ristorante

    Hakkasan
    In una via secondaria di Fitzrovia si nasconde il primo ristorante cinese della Gran Bretagna con una stella Michelin. Provate il merluzzo con champagne e miele o i dim sum proposti il sabato a partire da mezzogiorno. A pranzo scegliete il menu stagionale a sei portate Ling Ling-Lounge, a partire da £48 con un cocktail incluso (per almeno due persone).

    L’indirizzo: 8 Hanway Place 

    schnitzel
    Vienna, una Schnitzel crea convivialità!

    Vienna, la forza della tradizione

    In fatto di gastronomia, la capitale austriaca ha ben tre istituzioni: Kaffeehaus, Beisl e Heuriger. Le pagine sui caffè di Vienna riempiono intere biblioteche, ma questo è il momento di parlare soprattutto di cibo. La Beisl, il tipico ristorante viennese, è tornato alla ribalta grazie a una straordinaria rivisitazione della cucina tipica, oggi contaminata dalle tradizioni boeme, ungheresi, italiane, ebraiche e di altri paesi mitteleuropei. La terza istituzione viennese, l’Heuriger, gode di un’ininterrotta popolarità. Si tratta di locali suggestivi, con soffitti a volta, cortili interni e giardini dove si può degustare il vino novello, ma anche provare spuntini caserecci e, spesso, ascoltare musica tradizionale dal vivo. La maggior parte di queste osterie è concentrata negli antichi villaggi di viticoltori ai margini del Wienerwald, a nord ovest di Vienna.

     

    Il ristorante

    Walter Bauer 
    Ecco un’intima oasi del gusto con soli 30 posti a sedere. Lo chef Mark Feierabend si occupa della proposta culinaria di altissimo livello, sempre con un tocco creativo. Walter Bauer, il proprietario, cura l’ineccepibile servizio e la carta dei vini. Menù di cinque portate da €80.

    L’indirizzo: Sonnenfelsgasse 17

    Smørrebrød Copenaghen
    Copenaghen, che ne dite di questo smørrebrød?

    Copenaghen, il prezzo della qualità

    I cuochi di Copenaghen ce l’hanno fatta: negli ultimi anni la capitale danese ha conquistato la reputazione di città gourmet tra i buongustai e molti chef potrebbero aggiungere qualche stella alla propria giacca. La regola ai fornelli è utilizzare solo ingredienti locali e carne da allevamenti controllati, aggiungendo un tocco di raffinatezza alla francese. Evitate di leggere il menu da destra verso sinistra: conviene non guardare i prezzi ma concentrarsi sulle portate, altrimenti è probabile che vi accontenterete di un semplice antipasto o di una zuppa, senza provare gli originali accostamenti dei sapori tradizionali. Sarebbe un peccato visto che Copenaghen è capace di soddisfare ogni esigenza dal punto di vista culinario: dai pølsevogn (chioschi per un rapido spuntino, magari con uno smørrebrød) ai numerosi caffè e locali con le sostanziose prelibatezze danesi, fino ai ristoranti gourmet.

     

    Il ristorante

    Geist

    Questo locale è davvero cool: tonalità sul grigio, bianco e nero, il bar che si allarga nella sala ristorante, cucina a vista, camerieri in jeans e sneakers. Non esiste un menu fisso, ma è possibile scegliere tra diverse piccole prelibatezze: tartare di salmone, anatra, anguilla… Avete già l’acquolina in bocca? Qui i prezzi sono leggermente inferiori rispetto ad altri ristoranti più blasonati della capitale, nonostante l’alta qualità. Vietato mancare.

    L’indirizzo: Kongens Nytorv 8

    Crème brûlée Paris
    Parigi, sosta al bistrot per una crème brûlée?

    Parigi, è lei la regina?

    La cucina francese è talmente celebrata e blasonata che potrebbe mettere anche un po’ di soggezione! Non siate timidi e affondate i denti, con ghiotta baldanza, nelle meraviglie culinarie di questa città. Fate come il topolino di Ratatouille della Disney: estasiatevi di sapori.

    Nella Ville Lumière non mancano i templi del gusto, ma il consiglio – anche per non demolire subito il vostro budget – è di iniziare con qualche classica brasserie. Questi locali fanno parte dell’immagine di Parigi, un po’ come le osterie a Roma. A differenza dei bistrot – piccoli, raccolti e con un menu limitato a pochi piatti – le brasserie sono grandi birrerie di antica tradizione alsaziana e costruite all’inizio del XX secolo, dove vengono serviti gustosi piatti di pesce e altre ricette piuttosto sostanziose. Molti di questi locali conservano ancora le decorazioni originali della Belle Époque e sono posti sotto tutela perché considerati luoghi di interesse artistico. È vero, non sono propriamente economiche, ma comunque infinitamente più accessibili di un’esperienza da Le Meurice di Ducasse! Ok, avete ragione, parliamo di due pianeti diversi!

     

    La brasserie

    La Coupole

    Accomodatevi in questo tempio dell’art déco, luogo di ritrovo per personaggi del mondo del cinema e non solo. Negli anni ’20 era frequentato da artisti come Marc Chagall, Pablo Picasso e Salvador Dalí. È la più grande brasserie di Parigi e le sue 33 colonne sono state decorate da veri artisti. Venire qui è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

    L’indirizzo: 102, Blvd. du Montparnasse

     

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