Lazio, come trasformare pochi km in un tour magico

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    Mettete in borsa, anzi nel cruscotto, la nostra nuova carta stradale dedicata al Lazio e partite con un filo di gas a godervi lo splendore di questo micro viaggio. Nella Tuscia laziale, in poco più di 60 km, vi aspettano sapori, storie e macchine del tempo.

    lago di bracciano
    Lago di Bracciano, pronti a riempire gli occhi di stupore?

     

    Civita Castellana, prendeteci gusto

    civita castellana cattedrale
    Civita Castellana, le forme aggraziate della cattedrale

    Benvenuti in provincia di Viterbo, a poco più di un’ora d’auto, traffico permettendo, dalla Capitale. Civita Castellana è uno di quei luoghi in cui in Lazio mostra il suo volto più amabile, affascinante e ghiotto. La storia del luogo è antica e illustre e il primo popolo di cui la storia racconta sono gli antichi Falisci, che nel IV secolo finirono definitivamente nell’orbita romana. Bisognerà aspettare Papa Gregorio V, e l’anno Mille, per rivedere questa cittadina sugli altari. Il pontefice, infatti, le assegnò il titolo di Civita, per sottolineare il dominio del centro sui castelli circostanti.

    Assaporate il fascino di queste antiche storie e godetevi il panorama che Civita Castellana offre, a cominciare dal profilo inconfondibile del Monte Soratte. La sua forma dolce, ma inconfondibile, nel cuore della valle del Tevere, accende la fantasia. Il poeta Orazio fu ispirato per il celebre verso: “Vedi come il Soratte si innalzi candido per l’alta neve.”

    Prima di rimettervi alla guida, girate per questa cittadina costruita sul tufo, visitate il duomo duecentesco costruito dai Cosmati (una geniale famiglia di marmorari romani), e poi fate una sontuosa scorpacciata di frittelloni, il piatto tipico di Civita e della provincia di Viterbo. Si tratta di una specie di omelette, ripiena e cosparsa di pecorino grattugiato. Innaffiate il tutto con un calice di Colli Etruschi Viterbesi, il vino DOC che nobilita le tavole di queste parti.

     

    Lago di Bracciano, sosta di arte e sapori

    Panorama di Bracciano
    Panorama di Bracciano

    Seguendo la SP84 e poi piegando decisamente verso sud, fate rotta verso il Lago di Bracciano, uno degli angolo più suggestivi dell’Italia centrale. Da queste parti ad ogni chilometro si incontra un motivo per la sosta, per esempio a Colle Farnese, dove la Tuscia parla la sua lingua fatta di antiche memorie nobiliari. Fermatevi ad ammirare il paesaggio e a scattare tutte le fotografie che volete.

    Da Civita a Bracciano avrete quasi un’ora di guida e il consiglio, ovviamente, è di seguire il proprio estro, dando briglia sciolta al vostro istinto di viaggiatori. Lasciate però la giusta riserva di energie per esplorare come merita il centro di Bracciano, perché qui la storia ha fatto le cose in grande. Vi aspetta l’appuntamento con la mole imponente e forse inattesa del severo Castello Orsini-Odescalchi, che domina il lago, e con quella, più spirituale e ricca di stratificazioni, del Duomo di Santo Stefano. Fondata nel Duecento, la cattedrale ha subito nei secoli continui rimaneggiamenti, seguendo passo a passo la storia di questi luoghi.

    Prima di ripartire, fermatevi in una trattoria per banchettare con un piatto di coregone. Di che si tratta? Semplice, è un pesce d’acqua dolce che diventa buonissimo e saporito se cucinato alla griglia. Provatelo sui tavoli dell’Osteria da Nerone (via dell’Arazzaria 5), assaporando le note vellutate di un bianco Fontana di Papa.

     

    Cerveteri, un viaggio nell’aldilà

    Cerveteri Tomba dei rilievi
    Cerveteri, nella Tomba dei rilievi

    In questo micro viaggio attraverso la Tuscia avete assaporato fino in fondo il gusto delle cose semplici, quello che fa grande la vita. Ora è il momento di fare un’incursione memorabile nel mondo degli inferi. L’appuntamento è nei pressi di Cerveteri, ci si arriva seguendo la SP4 ancora verso sud. Vi aspetta la Necropoli della Banditaccia, una delle necropoli etrusche più importanti per l’ampiezza e per l’importanza dei reperti rinvenuti. Fermatevi in contemplazione nella Tomba dei rilievi, dove sono riprodotti molti degli utensili e degli oggetti che erano al centro della vita quotidiana. Sembra che i padroni di casa, anzi della tomba, siano appena andati via, a sbrigare le ultime faccende. Questa Necropoli è talmente bella che Alberto Angela l’ha inserita nella sua ricognizione tra le Meraviglie d’Italia. Se vi siete persi la puntata, ecco qui una rapida sintesi.

    Ora però bisogna tornare alla vita. E quale modo migliore per farlo che un bel bagno? A pochi minuti vi aspettano la Marina di Cerveteri e Ladispoli. Se non arrivate a Ferragosto, quando dire che sono affollate è un eufemismo, potreste anche raggiungere la beatitudine nelle acque del Tirreno.

     

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