Liguria, 5 piatti per 5 borghi

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    Una terra non facile, la Liguria. Un continuo sali e scendi. Mari e monti che si incontrano, anche in cucina. Non si può visitare la Liguria senza aver assaggiato almeno alcuni dei moltissimi piatti tipici che caratterizzano ogni angolo di questa regione.

    Camogli, Liguria bella e buona
    Camogli, Liguria bella e buona

    Articolo di Selene Scinicariello, blogger di Viaggi che mangi

     

    Ogni zona ha i suoi prodotti unici, ogni borgo la sua ricetta. Una combinazione di sapori che non si trova dappertutto. Una ricchezza che nasce, incredibilmente, da prodotti poveri. La tradizione culinaria ligure nasce nelle case dei contadini delle alture e in quelle dei pescatori sul mare. Tradizioni che, per forza di cose si incontrano, dando vita a piatti tipici i cui sapori difficilmente dimenticherete.

    Sarà che sono ligure e che mi piace raccontare la mia regione, ma credo di non sbagliare dicendo che qui si mangia proprio bene. Scegliere quali pietanze suggerirvi è stata una missione difficilissima, ma alla fine ci sono riuscita e ne ho scelti 5. 5 piatti tipici liguri per 5 bellissimi borghi che vi consiglio di non perdere.

     

    Sgabei a Sarzana

    Sarzana adora il cibo. Si vede?

    Gli sgabei altro non sono che delle striscioline di pasta di pane fritte e salate. Si possono mangiare così, semplici, oppure farciti con salumi e formaggi. Questa bontà viene servita come antipasto nei ristoranti della Lunigiana ed è spesso protagonista di divertenti sagre di paese.

    Al confine con la Toscana, la Lunigiana è una terra di incontri e di influenze miste. Si passa dal mare, alla collina e si arriva in montagna in pochissimo tempo, attraversando borghi e castelli immersi in scenari unici. Dopo una visita all’importantissimo sito archeologico di Luni, il mio consiglio è quello di puntare su Sarzana, comune in provincia di La Spezia, erede proprio di quella antica città romana alle foci del fiume Magra.

    Due passi tra i suoi vicoli, una salita fino al Castello e poi via, in trattoria, ad abbuffarsi di sgabei.

     

    Il bagnun a Sestri Levante

    Sestri Levante
    Sestri Levante, il fascino dei due mari

    La “città dei due mari”, Sestri Levante, regala emozioni ad ogni scorcio. Il suo centro storico, baciato dalla Baia del Silenzio e da quella delle Favole, è di una bellezza unica. Ci sono tre cose che non potete perdervi prima di sedervi in uno dei ristoranti della cittadina ligure: un tuffo nell’acqua cristallina del suo mare, una passeggiata nei caruggi del paese per osservare i portali di ardesia che caratterizzano i suoi edifici e, per i più avventurosi, la salita a Punta Manara per ammirare la città e il Golfo del Tigullio dall’alto.

    Giunti in trattoria ordinate il bagnun, l’antica zuppa di acciughe dei pescatori della zona. Fin dall’800 veniva preparato a bordo delle tipiche imbarcazioni a vela liguri, i leudi, con pochi e semplici ingredienti: acciughe, pomodori, cipolla, olio e gallette del marinaio.

    Una semplicità che si è conservata fino a oggi.

     

    La Capponadda a Camogli

    Camogli, il fascino delle antiche case
    Camogli, il fascino delle antiche case

    La Capponadda è un altro di quei piatti che parlano e sanno di Liguria. Come il bagnun, veniva preparato a bordo delle barche dei pescatori e ancora oggi racconta la semplicità di una tradizione povera, ma ricca nei sapori.

    Passeggiando per Camogli immagino ancora i pescatori che ritornavano in porto dopo una nottata in mare aperto. Li posso ancora vedere mentre preparavano questo misto di gallette, tonno, pomodori, acciughe salate, capperi, olive e erbette aromatiche.

    Passeggiando per Camogli vedo ancora le donne che, affacciate alle finestre degli edifici dalle facciate colorate, guardavano il mare e aspettavano. Camogli è il borgo ligure che preferisco. Non potete visitare la Liguria senza passare di qui per respirare il mare e il lavoro dei suoi pescatori.

    Già che ci siete allungatevi qualche chilometro per raggiungere Recco e assaggiare la famosa focaccia col formaggio!

     

    Cicciarelli a Noli

    Noli Liguria
    Le deliziose barche dei pescatori di Noli

    Spostatevi a ponente per visitare il bellissimo borgo medievale di Noli. Forse non tutti sanno che questa, un tempo, era la capitale di un’omonima repubblica che, seppur legata a quella ben più importante di Genova, godette per secoli dell’indipendenza (almeno formale).

    Le sue acque sono tra le più cristalline di tutta la regione, ma dopo un bagno in mare, non rinunciate ad un ottimo pranzo o ad una cena. Ricordatevi di ordinare i cicciarelli di Noli. Qui li conoscono come lussi e sono dei piccolissimi pesciolini argentati senza squame. Un po’ snobbati dalla ristorazione locale, provate a cercarli perché sono davvero ottimi sia fritti che in carpione.

     

    Una michetta a Dolceacqua

    Dolceacqua, tesoro del Ponente
    Dolceacqua, tesoro del Ponente

    L’ultimo borgo in cui vi accompagno è Dolceacqua, famoso per il dolce vino Rossese e per il suo ponte, dipinto anche da Claude Monet.

    Siamo in una delle cittadine più affascinanti dell’entroterra ligure di Ponente. Dopo una passeggiata tra i suoi vicoli vi consiglio di fermarvi in un forno e chiedere una michetta, che qui non è un tipo di pane, ma un dolce dalla storia davvero interessante.

    Si racconta che nel 1300, il crudele Marchese Doria reintrodusse l’uso dello Jus Primae Noctis e decise di approfittarsi della bella Lucrezia, promessa sposa di Basso. La donna si rifiutò e per questo fu imprigionata e condannata a morire di fame. Basso, però, vendicò la donna e, armato, costrinse il marchese ad abolire quel barbaro diritto. Per festeggiare la vittoria le donne di Dolceacqua inventarono un dolce: la michetta.

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