Milano, viaggio nella Revolution

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    Cercate una mostra rivoluzionaria? A Milano vi aspetta “Revolution. Records and Rebels”. In questo articolo vi diciamo perché non dovete mancare, ma anche che cosa fare in città quando andrete alla mostra.

    L’ingresso della mostra Revolution. I Beatles sono appena passati…

    Come eravamo, come siamo cambiati, che cosa è successo di preciso nella seconda metà dei favolosi anni Sessanta? Perché, dopo quel periodo, il mondo non è più stato lo stesso? Ce lo racconta la mostra Revolution, organizzata nientemento che dall’illustre Victoria & Albert Museum di Londra, che vi aspetta fino al 4 aprile alla Fabbrica del Vapore di Milano. Percorrete le sale dell’allestimento, accompagnati in cuffia dalle canzoni e dai suoni di quegli anni grandiosi. Vi troverete catapultati all’improvviso nella Londra di Twiggy, dei Beatles e degli Stones – c’è anche un abito indossato da Mick Jagger in quell’epoca aurea, ma non solo!

    Che ne dite di questi abiti? Quello al centro, tempestato di diamanti, è di Mick Jagger

    Sì, perché la grande portata della Revolution non è limitata solo alla Swingin’ London e al rock. I 500 oggetti esposti nella mostra parlano anche di evoluzione della società dei consumi, dell’euforia per i voli spaziali (e della Space Oddity cantata da Bowie) e, in modo toccante, dei grandi conflitti sociali di quell’epoca, innescati dal Maggio francese. Con un occhio, ovviamente, al grande momento libertario di Woodstock – è esposta la batteria di Keith Moon -, ma anche e soprattutto al movimento di emancipazione delle donne e di affermazione dei propri diritti sacrosanti da parte dei neri americani.

    Dedicate a questa incursione e al filo rosso della Revolution tutto il tempo che occorre, apprezzando i suoni che arriveranno alle vostre orecchie dalle cuffie delle audioguide Sennheiser, ma non dimenticate di aprire bene gli occhi allo spaccato che Milano offre di sé, sempre stimolante.

    Prima di tutto, la Fabbrica del Vapore, la location della mostra. In perfetto stile da riconversione post-industriale, quella che per decenni è stata un’enorme macchina produttiva di treni e tram è stata riconvertita in un complesso dedicato prevalentemente all’arte, con occasioni per fruire di musica, teatro, cinema e danza. A proposito, in contemporanea a Revolution, c’è anche la mostra “Che Guevara. Tu y todos”, che si presta ad un’abbinata quasi d’obbligo!

    Arrivereste facilmente alla mostra con la metro, ma il consiglio che vi diamo per apprezzare fino in fondo la giornata è un altro. Mettetevi in tasca la nostra Pianta Città Milano e la nostra guida, sbucate in Piazza del Duomo, tappa perfetta se arrivate in treno dalla Centrale, e raggiungete la mostra a piedi! Se arrivate presto sotto la Madonnina, ed entro il 28 gennaio, approfittatene per ammirare le tele di Caravaggio esposte a Palazzo Reale nella temporanea Dentro Caravaggio. Osservando i capolavori di quel genio inquieto capirete perché il sito della rassegna ha scelto come fil rouge le parole del grande critico André Berne-Joffroy “Ciò che inizia con l’opera di Caravaggio è molto semplicemente la pittura moderna”.

    Dentro Caravaggio, entrando a Palazzo Reale

    Sapete che il centro di Milano è fatto a cerchie concentriche, vero? Benissimo, allora dal Duomo camminate verso i cerchi meno blasonati, lasciatevi alle spalle il ‘paradiso’ commerciale di via Dante e Piazza Cordusio, e proseguite lungo Foro Bonaparte, circumnavigando la mole imponente e austera del Castello Sforzesco.

    A un certo punto vi troverete in una zona che non tutti conoscono o frequentano, ma che va vista per cogliere fino in fondo il volto multietnico meneghino. Il suo nickname è Chinatown di Milano e si apre intorno a via Paolo Sarpi. Curiosate in giro, soddisfate le papille gustative con un po’ di sapori orientali, per esempio da Tang Gourmet (via Paolo Sarpi, 17), frugate nella vasta offerta di prodotti high tech e cianfrusaglie varie di The Oriental Mall, il grande shopping center di via Sarpi. Fate una buona scorta di sensazioni d’Oriente. Poi puntate dritto alla mostra Revolution, che si trova a pochi passi in via Procaccini, e tendete le orecchie al sitar di George Harrison o di Ravi Shankar, che potreste udire dalle cuffie Sennheiser. Troverte curiose e attualissime assonanze!

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