Mongolia, ci siamo!

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    Renata è finalmente arrivata in Mongolia.. l’arrivo del rally è davvero vicinissimo. E noi la seguiamo nelle ultime peripezie attraverso le montagne e i deserti dell’Asia centrale.

    Siamo in Mongolia!!!!! Sì, ci siamo arrivati…ed ora tocca solo raggiungere UlaanBataar, dico poco 🙂
    Eravamo rimasti a Samarcanda, pronte per entrare in Tajikistan ed incontrare finalmente lo yak, Tomek, a Dushanbe, e con lui continuare il viaggio, riarrangiando Versina per fargli posto (la bagagliera è finalmente diventata una bagagliera e non un ripiano come era stata fino ad allora). La ragione per fare il Tajikistan era solo una: la Pamir highway, una delle “autostrade” più elevate al mondo, un misto di strada sterrata, strapiombi e montagne di 7000 metri, a detta di tutti quelli che han fatto il rally prima di noi, la parte più bella del viaggio. Ma noi non abbiamo potuto farla. E’ scoppiata una guerra tra il governo e non so bene chi, e tutta l’area della Pamir è stata chiusa agli stranieri. Che tristezza, era la cosa che volevo davvero fare. Ma che ci puoi fare. Ci siamo dovuti accontentare di panorami mozzafiati, montagne di 6000m e più e strade asfaltate…dai beh non è stato quello che speravo ma il Tajikistan e soprattutto il Kyrgyzstan mi sono piaciuti davvero tanto. In K. abbiamo percorso il tratto finale della Pamir con due passi a 3200m di cui quasi non ce ne siamo accorti, se non per le montagne innevate li attorno che la mappa ci diceva essere di più di 6000 metri, che strane sensazioni. E poi i laghetti ed i fiumi in cui ci siamo tuffati per raffreddarci dai 38 gradi o sulle cui rive ci siamo fermati per la notte e per cucinare un bel piatto di tagliatelle fatte con la mia mitica Imperia. La frontiera che abbiamo attraversato per entrare in K. è una frontiera che è normalmente chiusa agli stranieri, ma che in quei giorni era aperta essendo chiusa quella della Pamir. Il fatto di essere sempre chiusa significa che non ci sono turisti che passano di li. E quindi lo stupore dei kirgizi, la voglia di fermarci e di capire come mai eravamo li, e di firmare la macchina. I kirgizi sono davvero un popolo simpatico per quel poco che ho visto.. Mi toccherà tornarci, prima o poi io la Pamir devo farla!

    Le città sia Tajike che Kirgize non sono un gran che. Dushanbe ha giusto un parco ed una grande bandiera. Osh è decrepita e sporca e di interessante ha solo il mercato. E Bishkek è forse la più interessante, con un paio di parchi e tanti locali europei. Ma niente di super affascinante. Non si viene qui per stare in città. Da li siamo poi entrati in Kazakhstan, Almaty la prima fermata. La guida dice che è una città europea, dal look europeo…boh a me non è sembrata per niente, sì grandi vialoni, ma tutto grigio e sconnesso, e decisamente la città più cara in cui siamo stati fino ad ora. Siamo scappati la mattina dopo, dopo un po’ di spesa al mercato…la tappa successiva era sulle rive di un lago, il 13esimo più grande al mondo, ed il più grande in Kaz dopo che l’Aral ha iniziato a prosciugarsi. Questo lago (Balkash) ha una stranezza: ad ovest ha acqua dolce, ad est acqua salata! Noi siamo stati ad est, una spiaggia di sabbia, un’acqua quasi calda, le nostre tende e le stelle cadenti della  notte di San Lorenzo: non c’era una luce attorno a noi…in 15 minuti ho visto 16 stelle cadenti, un record! Del Kazakhstan non posso dire molto. Non abbiamo avuto troppi contatti con i locali e, sebbene le strade fossero decisamente belle a parte un piccolo tratto, il panorama è noiosissimo. Deserto, deserto, piattissimo, qualche collina qua e la, poche cittadine, ancora meno pompe di benzina. Dopo 3 giorni eravamo sicuramente pronti ad entrare in Russia. E sulla strada per la frontiera abbiamo finalmente incontrato la taiga, la foresta della russia siberiana. Siamo anche passati vicino ad una zona che una quarantina di anni fa sarebbe stata offlimits: è la zona dove i russi hanno fatto 460 esperimenti nucleari, e c’è persino un museo con animali deformati e chissà che altro…non ci siamo fermati, ma un po’ di paura ci è venuta passando da quelle parti…chissà com’è l’aria e la terra da quelle parti. In Russia siamo stati 3 giorni. La grande città che abbiamo attraversato è Barnaul, che sorpresa vedere dei supermercati proprio come i nostri, ristoranti super fancy, indicazioni stradali e persino un’autostrada!!!! Il resto del percorso è stata una grande scoperta, i Monti Altay. Non sono alti come quelli Kirgizi e sono molto diversi ma con una bellezza tutta loro. Una stretta valle con un fiume e la strada che ci viaggia attorno. Ci sono aree di sosta, negozi di souvenir e nella parte più bassa ci sono anche varie attrazioni turistiche come parchi acquatici e possibilità di fare kayak. Nella parte alta invece è tutto più tranquillo, i turisti non si spingono fino li, e così lasciano a noi avventurieri la possibilità di goderci lo spettacolo. Spettacolo è stata la nostra serata.  Ci siamo fermati in un campeggio lungo il fiume. Faceva freddo per cui abbiamo dormito nel cottage, e prima di dormire, dopo aver fatto una buona cena, ci siamo fatti una calda sauna, eh si, ogni affittacamere, campeggio o hotel della zona (o forse è così in tutta la Russia??) ha una “bania”, la sauna. Ci voleva proprio per scaldarci e per farci vivere un poco l’atmosfera russa, le babushkas (le nonne) da cui abbiamo comprato frutta e verdura, la sauna, ed i russi biondi e con il volto “duro”. Non tutti però, perchè verso la frontiera mongola di russo hanno davvero poco, forse solo il nome e la lingua. La frontiera russa è stata piuttosto lenta, siamo stati li 2 ore, per cui a quella mongola siamo arrivati che erano le 17.50, tardi rispetto alla tabella di marcia, ma “just in time”, giusto giusto per poter iniziare le pratiche di importazione della vettura in Mongolia. Eh sì, perchè la macchina, la mitica Versina in Mongolia ci rimarrà, verrà messa a posto se necessario e poi verrà messa all’asta e tutti i proventi andranno in beneficenza. Ora mi fermo, che la Mongolia sarà l’argomento del mio ultimo resoconto, tra circa una settimana, quando ad UlaanBaatar ci sarò arrivata ed il rally l’avrò concluso.

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