Il Muro di Berlino 25 anni dopo (e una playlist da passeggio)

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    Sono rimasti pochi segni dei lunghi anni in cui Berlino era divisa in due parti da cemento, filo spinato, campi minati e torrette di guardia. Con la playlist giusta ad accompagnarvi, in un paio d’ore di cammino percorrete l’antico tracciato del muro, tra il Checkpoint Charlie e la stazione di Berlin-Friedrichstraße.

    Il percorso

    I luoghi e la playlist

     

    Tiergarten, Rufus Wainwright
    Non ti va di fare due passi con me al Tiergarten anche se piove? Rufus vestito da Beach Boys periodo Pet Sounds porge delicatamente un invito che non si può declinare.
    L’itinerario ha inizio presso il Checkpoint Charlie, il vecchio passaggio di frontiera per i viaggiatori provenienti da paesi esteri occidentali, di cui sono rimasti solo la casetta per il disbrigo delle pratiche di confine e i grandi poster di un soldato russo e uno statunitense.

     


    Alexander Platz (Milva-Franco Battiato)
    La grigia vita di chi sogna di essere Marlene a Berlino Est.

    Nel museo del muro, Haus am Checkpoint Charlie, è documentata la storia di diversi tentativi di fuga.


    Berlin (Marillion)
    Un pezzo sulla tristezza di una città divisa che esce tre settimane prima che il Muro venga giù. Certe figure non hanno prezzo!

    Lasciandovi alle spalle la pila di sacchi di sabbia, svoltate a sinistra in Zimmerstraße, dove si costeggiano abitazioni affacciate su Berlino Est. Infatti, il vero confine non era il muro, bensì una linea “virtuale” che correva parallela 2,5 m più a ovest: chi camminava lungo Zimmerstraße si trovava quindi a Berlino Est. Per gli evasori fiscali e i criminali era il luogo ideale per gli affari, perché polizia e ufficiali, non avendo accesso a Berlino Est, non potevano effettuare pignoramenti.


    Franz è il mio nome (Edoardo Bennato)
    Un venditore di lasciapassare per valicare il Muro che assomiglia a Lucignolo, come in stile Bennat
    o.

    Lungo Wilhelmstraße, in direzione del Martin-Gropius-Bau, si trova uno degli ultimi tratti del muro, composto di lastre di cemento alte quasi 4 m. La parete è scalcinata perché turisti indisciplinati hanno portato a casa alcuni pezzetti da tenere come ricordo, soprattutto quelli con tracce di graffiti. Infatti, ai tempi delle due Germanie il muro era considerato la più lunga galleria artistica del mondo, almeno per quanto riguarda il lato su Berlino Ovest, tanto che molti artisti famosi, tra cui Thierry Noir e Keith Haring, hanno voluto decorarlo.


    Summer in Berlin (Alphaville)
    “Life seemed to be a fault of grace / But it’s ok”. Versi figli degli anni ’80: far finta di essere tristi altrove mentre a casa tua va tutto bene.

    A sinistra c’è lo spazio espositivo Topographie des Terrors, il quartiere generale di Gestapo e SS. Un nuovo centro di documentazione completa la mostra a cielo aperto con 15 stazioni, tra cui compaiono un pezzo di muro vicino all’elegante Sala delle Vittime e uno accanto all’edificio commemorativo che sorgeva in questa zona.


    Kreuzberg (Bloc Party)
    Insegnate ad amare ai vostri figli, canta disperato Kele Okereke dopo una notte con una sconosciuta incontrata a Berlino Est.

    Nel Martin-Gropius-Bau, l’ex museo di arte applicata inaugurato nel 1881 e gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, sono allestite mostre temporanee su tematiche storiche, scientifiche e artistiche.
    Inaugurato nel 1892 come Camera dei Rappresentanti della Prussia, dal 1993 ospita il Berliner Abgeordnetenhaus (Parlamento del Land di Berlino) un tempo parte della vicina Haus der Ministerien (sede dei Ministeri della RDT). Dopo i danni apportati durante la guerra, fu solo parzialmente ristrutturato dalla RDT.


    Holidays in the sun (Sex Pistols)
    Non è proprio la vacanza dei sogni, aspettare la terza guerra mondiale di fronte al Muro con Johnny che urla che adesso ha ragione.

    Seguendo le targhette di rame sulla pavimentazione stradale si giunge a Stresemannstraße, da cui si intravede sulla destra Potsdamer Platz. I nuovi edifici nascondono l’originale tracciato del muro e solo una striscia lastricata lungo Stresemannstraße ricorda i tempi in cui la città era divisa.


    Berlin (Black Rebel Motorcycle Club)
    “Suicide’s easy / What happened to the revolution”, urla lei mentre lui le chiede aiuto in ginocchio tra bordate in levare.

    Si prosegue quindi lungo Ebertstraße in direzione di Pariser Platz. A destra vi sono i cosiddetti Ministergärten (Giardini dei Ministeri) con molte sedi rappresentative dei Länder tedeschi. Accanto si trova il Denkmal für die ermordeten Juden Europas realizzato su progetto dell’architetto newyorkese Peter Eisenman.


    First we take Manhattan (Leonard Cohen)
    Lei è una modella che abusa di farmaci dimagranti, lui è guidato da un segno nel cielo. Stanno per lasciarsi, ma “Prima conquisteremo Manhattan, poi Berlino”.

    Arrivati alla Porta di Brandeburgo, è possibile fare una piccola pausa e visitare la Raum der Stille (Stanza del Silenzio) istituita nell’ala nord del monumento. È difficile immaginare che solo 25 anni fa fosse vietato varcare questa porta sulla terra di nessuno, tra l’Est e l’Ovest. Il 31 dicembre 1989 vi si radunarono intorno più di due milioni di persone per festeggiare il primo capodanno comune dopo la riunificazione e la caduta del muro, avvenuta il 9 novembre 1989.


    Wind of Change (Scorpions)
    L’inno ufficiale del Muro che se ne va. Giocavano in casa e puntarono su secchi di melassa.

    Poi si prosegue in direzione del palazzo del Reichstag, l’attuale sede del Bundestag (Dieta Federale); dalla cupola i visitatori possono ammirare una fantastica vista sul centro cittadino. Il quartiere governativo circostante è considerato un esempio dal punto di vista ambientale; il complesso di edifici, infatti, è dotato di un impianto di cogenerazione energetica che funziona con olio di colza e pannelli fotovoltaici.


    Riprendere Berlino (Afterhours)
    Da I milanesi ammazzano il sabato, fu il primo singolo dell’album. “Anche il paradiso può essere un inferno / Era tutto scontato finché non sei caduto / Non sarebbe bello riprendere Berlino / Non sarebbe strano prenderla senza eroi”.

    Nei giorni di sole, la luce viene riflessa da alcuni specchi e filtra attraverso la cupola di vetro della sede del Parlamento, mentre un serbatoio di raccolta delle acque rifornisce l’intera struttura.


    A great day for freedom (Pink Floyd)
    Nella città della Sprea, quando il muro cadde, “The Ship of Fools had finally ran aground”. Da The Division Bell, ma con l’ombra di Waters.

    Il muro passava proprio dietro l’imponente palazzo e proseguiva verso la Sprea. Di fronte al Reichstag, dietro la Elisabeth-Lüders-Haus, si trova il memoriale progettato nel 1990 dall’artista ed ecologista berlinese Ben Wargin, il Parlament der Bäume gegen Krieg und Gewalt (Parlamento degli alberi contro la guerra e la violenza), composto di alcuni segmenti del muro, piante e alberi.


    Born to die in Berlin (Ramones)
    Ultimo brano dall’ultimo disco, Adios amigos!, 1995. Brutta cosa la droga, anche nella capitale riunificata. Dee Dee era fuori dal gruppo, ma volle partecipare comunque al pezzo: cantò la terza strofa. In tedesco. Al telefono!

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