Norvegia, Hurtigruten low cost

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    Uno dei viaggi più suggestivi nel Nord Europa è la crociera sul battello postale Hurtigruten. Se l’avete sempre scartata per i suoi costi elevati, questo articolo di Silvia Demick vi farà cambiare idea. Seguite il suo racconto sulla nostra carta stradale!

    Harstad: l'Hurtigruten entra in porto.
    Harstad: l’Hurtigruten entra in porto.

    di Silvia Demick, The Food Traveler

    Una crociera su un battello postale lungo i fiordi norvegesi: è uno dei viaggi da sogno più ricorrenti tra i viaggiatori. Il desiderio spesso non diventa realtà per via dei costi: sì, perché per una crociera di dieci giorni da un’estremità all’altra del paese si superano tranquillamente i 2000 euro. Quello che quasi nessuno sa è che è possibile trascorrere anche una sola notte a bordo di un battello postale e, per di più, a prezzi contenuti. La prima tappa dell’Hurtigruten, il postale che naviga lungo i fiordi fino a Kirkenes, al confine con la Russia, è una chicca che vi consiglio di inserire nel vostro viaggio in Norvegia!

    Il porto di Bergen @ Fotografia di Silvia Demick
    Il porto di Bergen @ Fotografia di Silvia Demick

    L’arrivo a Bergen

    Molte le possibilità per arrivare a Bergen, punto di partenza della navigazione, con un volo dall’Italia: la maggior parte delle compagnie aeree opera voli con scalo che permettono di arrivare all’aeroporto Flesland nel pomeriggio. L’Hurtigruten salpa a sera inoltrata, per cui si può dedicare qualche ora alla città. Da non perdere il Bryggen, l’antico quartiere anseatico con i suoi edifici di legno colorato inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Non lontano da qui, si può passeggiare tra le bancarelle del Fisketorget, il mercato del pesce. Una breve passeggiata porta al quartiere di Marken, con le sue casette colorate e i negozietti indipendenti. Se resta tempo, si può prendere la Fløibanen, la funicolare che in pochi minuti porta in cima al monte Fløyen.

    Ålesund
    Ålesund, la vostra destinazione

    La notte sul battello postale

    Si salpa dal porto di Bergen alle 22:30 con un biglietto port to port: si prenota dal sito di Hurtigruten, scegliendo come destinazione Ålesund. Una cabina nel ponte inferiore non costa nemmeno 90 euro a testa. Non ci si deve aspettare chissà quale lusso, ma d’altra parte non si è qui per questo. Nelle tredici ore successive alla partenza, il postale navigherà lungo la costa frastagliata della Norvegia. A bordo non c’è molto da fare, se non ordinare un tè caldo al ristorante della nave, godendosi la vista dalle vetrate. Meglio coprirsi bene prima di avventurarsi sul ponte di coperta a osservare il paesaggio che scorre lentamente.

    Il vento è tagliente, soprattutto in inverno, e le temperature sono rigide, ma vale la pena di soffrire un po’ per scorgere i villaggi a picco sui promontori e vedere le luci accese nelle case di legno isolate. Quando il freddo si fa troppo pungente, si può tornare in cabina per qualche ora, fino all’alba. Dopo una colazione sostanziosa, vi ritroverete di nuovo appostati sul ponte, a scattare fotografie ai moli di villaggi raggiungibili, ancora oggi, solo via mare.

    Alle 12 si arriva a destinazione: Ålesund è un importante porto commerciale al quale dedicare mezza giornata prima di proseguire con la Boreal (servizio combinato di traghetto e autobus) verso Herøy.

    Le vere aringhe di Aroy
    Herøy: salatura delle aringhe

    Le aringhe affumicate di Herøy

    Un’ora è mezza di viaggio e sarete al villaggio di Herøy, dove potrete incontrare da vicino una delle tradizioni più antiche e caratteristiche della vita qui in Norvegia. La conformazione stessa di Herøy è decisamente suggestiva e vale di per sé la visita: l’insediamento è costituito da un centro principale e da un insieme di oltre 1.000 isole, alcune delle quali disabitate. Gli abitanti raccontano che la tradizione di affumicare le aringhe è nata proprio qui: la nostra guida, Jan, ci descrive i grassi pesci color argento che sua madre arrostiva sul carbone e faceva affumicare sulla stufa prima di servirli insieme a un’insalata di patate. Fino al XIX secolo, si contavano un migliaio di laboratori per l’affumicatura e la salatura; alla fine degli anni ’60 è iniziato il declino delle piccole aziende, dovuto principalmente alla difficoltà di competere con la produzione industriale. Oggi a Herøy rimane solo un’azienda a gestione familiare, la Njardar, che conserva ancora le tecniche di salatura e affumicatura di un prodotto che rischia di scomparireMentre il vento del Nord ci sferza il viso e le barche da pesca si muovono lente nelle gelide acque del Mare di Norvegia, ci auguriamo che questo non accada: sarebbe una grave perdita per la microeconomia locale e per chi con tenacia vive a queste latitudini.

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