Puglia Imperiale, viaggio nelle terre di Federico II

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    Barletta, Trani, Castel del Monte: la bellezza di ciò che vedrete, e i sontuosi sapori che gusterete, valgono il viaggio nella Puglia Imperiale. Sarete sempre in compagnia di uno dei più grandi personaggi della storia: l’imperatore Federico II.

    Trani, l'invaso del porto e la Cattedrale
    Trani, l’invaso del porto e la Cattedrale

    Trani, il trionfo della luce

    Arrivati nell’invaso del porto in una bella giornata di sole, anche invernale, iniziate l’avvicinamento a uno dei massimi tesori dell’arte italiana. Non ci sono parole più immediate per descrivere la Cattedrale di Trani: raggiungetela facendo quattro passi nella storia. La prima cosa indimenticabile che vedrete, procedendo dal porto e alzando gli occhi, è la forma morbida e raccolta della Chiesa di Ognissanti. Secondo la tradizione, sarebbe legata all’Ordine dei Templari e la sua epoca di costruzione, che risale alla meta del XII secolo, ne fa un edificio coevo al regno di Federico II. Anche se il coinvolgimento dei Templari è dubbio, di certo qui ricevevano la benedizione i crociati diretti in Terra Santa.

    Continuate il cammino, percorrendo gli stretti vicoli che salgono da Via Templari e da Via Giudea. Sono luoghi suggestivi, che testimoniano di una prospera comunità ebraica vissuta qui nel Medioevo. Fermatevi un attimo davanti alla meravigliosa bianchezza della Sinagoga di Scolanova: se avrete il meteo dalla vostra parte, ammirerete il bianco giocare col blu del cielo.

    Trani, la Sinagoga di Scolanova – bianco e blu

    A questo punto, ancora pochi passi vi separano dalla svolta a destra più emozionante della vostra vita. Uscite da via Palazzo di Giustizia, alzate gli occhi e restate senza fiato: il prodigio verticale che state ammirando è la Cattedrale di San Nicola Pellegrino. Si erge maestosa sul lembo di terra che delimita a nord il porto. La facciata è rivolta verso il Castello Svevo, le tre absidi verso il mare. La sua costruzione fu iniziata nel XII secolo, integrando in essa due chiese preesistenti, quella ipogea di San Leucio e quella di Santa Maria.

    Trani, grandangolo della Cattedrale
    Trani, grandangolo della Cattedrale

    La cattedrale fu quindi costruita sopra le altre due e consacrata al pellegrino greco di nome Nicola, che qui morì nel 1094 – esattamente cento anni prima dalla nascita di Federico II. Entrate nella cattedrale superiore e alzate gli occhi al cielo: vedrete la luce giocare con le colonne e vi riempirete gli occhi di stupore.

    Trani, vertigine della Cattedrale
    Trani, vertigine della Cattedrale

    A proposito di Federico II: rendete omaggio alla sua potenza facendo scorrere lo sguardo sulle mura possenti della vicina Fortezza Sveva, che è considerata uno dei più imponenti complessi fortificati fatti costruire da Federico II.

    Trani, la maestosa Fortezza sveva
    Trani, la maestosa Fortezza sveva

    Tanta bellezza vi ha messo appetito? Qui a Trani i buoni locali non mancano, ma per non sbagliare fate un salto al ristorante Da Savino (Via San Giorgio, 7). Vi aspettano piatti di mare curati e dolci sontuosi.

     

    Barletta, la disfida è solo un pretesto?

    Barletta, cielo, antenne, Fortezza e Cattedrale.
    Barletta, cielo, antenne, Fortezza e Cattedrale.

    Sentite il fascino delle giostre cavalleresche, avete letto il romanzo che all’episodio ha dedicato nientemeno che Massimo D’Azeglio con il suo Ettore Fieramosca? Oppure, un po’ più prosaicamente, avete visto il film Il soldato di ventura, diretto da Pasquale Festa Campanile e con Bud Spencer nei panni del Fieramosca? Benissimo, non saremo noi a togliere un grammo di fascino alla Disfida di Barletta, che vive contrapposti cavalieri italiani e francesi il 13 febbraio 1503. L’offesa che portò al cavalleresco scontro avvenne nella Cantina, ancora oggi visitabile.

    Barletta, il Castello e la Cattedrale
    Barletta, il Castello e la Cattedrale

    Ciò che vi colpirà maggiormente di Barletta, però, va cercato altrove. Prima di tutto nel Castello, le cui forme severe risentono di innumerevoli interventi nel corso dei secoli, ma rivelano all’occhio attento l’impronta voluta da Federico II, soprattutto nelle finestre ogivali con l’aquila imperiale scolpita. Salite sui bastioni e ammirate il profilo della città vecchia, dove innumerevoli antenne si levano altissime verso il cielo.

    Barletta, armonie della Basilica del Santo Sepolcro
    Barletta, armonie della Basilica del Santo Sepolcro

    E poi gli edifici religiosi, su tutti il Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro, riferimento nel Medioevo per i pellegrini diretti in Terra Santa, sul quale veglia oggi il colosso di Eraclio – chi raffiguri è incerto, forse l’imperatore Teodosio? Di sicuro non Federico II, perché la statua è del V secolo d.C. Infine, ma probabilmente prima di tutto, la Cattedrale. Un gioiello, con la sua facciata in stile romanico pugliese bianca, austera, bellissima.

    Barletta, a colazione con la famiglia De Nittis
    Barletta, a colazione con la famiglia De Nittis

    In definitiva, che importa se la fama della Disfida sarà stata solo un pretesto per venire qui? Barletta è una città di Puglia senza mare, ma splendida, da vivere tutto l’anno. Esploratela e perdetevi nelle sale del Palazzo della Marra, che nella Pinacoteca Giuseppe De Nittis raduna una ricca collezione delle opere del grande pittore barlettano.

     

    Castel Del Monte, doppio stupore

    Castel del Monte, il sogno di Federico
    Castel del Monte, il sogno di Federico

    Su questo enigmatico castello, il più celebre e controverso delle fortezze fatte costruire da Federico II, sono stati scritti fiumi di inchiostro. Questa struttura così enigmatica – un castello privo di fossato, una residenza senza cucine e, soprattutto, il ricorrere ossessivo nella struttura del numero otto – pone domande e difficilmente offre facili risposte. Da secoli gli studiosi si interrogano su quale sia il vero significato dell’edificio, su quale messaggio Federico abbia voluto lasciare ai posteri ordinando di costruire Castel Del Monte in età ormai matura, nel 1240.

    Gli interni di Castel del Monte, con i dettagli in breccia corallina
    Gli interni di Castel del Monte, con i dettagli in breccia corallina

    Senza dubbio oggi la struttura si presenza in modo diverso da come fu ai tempi dell’imperatore soprannominato Stupor mundi per il suo spirito regale e per la sua capacità di sorprendere contemporanei e posteri. Soprattutto l’interno è diverso da come lo volle Federico, perché nei secoli sono stati trafugati gli arredi e sono state asportate anche molte delle pareti realizzate in fine breccia corallina, un conglomerato naturale. Nulla vieta, però, di elaborare teorie e di immaginare suggestive spiegazioni. Quella che ci ha più convinti, dopo la visita, è che Federico abbia voluto realizzare con questo castello un simbolo della perfezione del proprio regno. Senza entrare in complicati dettagli, basti pensare che l’ottagono riprodotto dalla pianta del castello è la figura geometrica che meglio si inscrive nel cerchio, il simbolo della perfezione per eccellenza. Una sapienza numerologica che Federico apprese dai matematici e dai filosofi arabi, di cui fu amico e assiduo frequentatore.

    Castel del Monte: Federico avrà guardato da questa bifora?
    Castel del Monte: Federico avrà guardato da questa bifora?

    C’è un secondo motivo di stupore che coglie di fronte a Castel Del Monte non appena si scavi un po’ nelle fonti. Ci riferiamo alla scoperta, davvero sorprendente, secondo cui è molto probabile che Federico II non sia mai stato qui. Non c’è traccia, infatti, nei documenti dell’epoca del passaggio della sua corte. Il nostro consiglio? Ammirate lo splendido castello e lasciate un po’ correre la fantasia, senza preoccuparvi troppo dell’esattezza storica. In questo modo il vostro godimento estetico – dovremmo dire il vostro stupore – sarà maggiore.

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