Se Manchester fosse… Viaggio nella città dei mattoni rossi

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Non vi è mai capitato di giocare al famoso “se fosse” con i luoghi che visitate? A me succede spesso e accade di più quando una città diventa irresistibile e genera in me la voglia di scoprirla sempre di più, viaggio dopo viaggio. Uno di questi luoghi è, senza dubbio, Manchester.

Murales con ape © Giovy Malfiori

Articolo di Giovy Malfiori – blogger di Emotion Recollected in Tranquillity

Questa “big city” del nord-ovest dell’Inghilterra è la seconda area metropolitana per grandezza dopo Londra. Molti viaggiatori la reputano grigia, industriale e poco ospitale. Contraddico questi concetti con molto piacere perché un viaggio a Manchester offre la possibilità di scoprire una città interessante, culturalmente stimolante e artisticamente sempre nuova. Giochiamo al “se fosse” con Manchester?

 

Se Manchester fosse un animale, sarebbe… Un’ape

Non vi sarà difficile notare quanto le api siano protagoniste della street art made in Manchester.  E non solo: le troverete impresse sui tombini, sui cestini della spazzatura, sulle vetrine dei negozi del Northern Quarter e anche sui bicchieri del caffè da asporto. L’ape è il simbolo indiscusso di Manchester da più di 200 anni. Perché? Perché l’ape è operosa come operosa è Manchester, città dove è nata la Rivoluzione Industriale.

 

Se Manchester fosse un libro, sarebbe… North & South e L’Arancia Meccanica

Anthony Burgess, Manchester © Giovy Malfiori

Culturalmente parlando, Manchester è sempre stata protagonista. Fu proprio la Rivoluzione Industriale ad attrarre in città ogni genere di intellettuale. Questo si comprende bene leggendo il libro di una figlia adottiva di Manchester, una donna che ha amato questa città come pochi altri posti. Lei è Elizabeth Gaskell e il libro da prendere come riferimento per conoscere Manchester è North & South (Nord e Sud), lavoro dal quale è stata tratta anche una mini serie tv.

Il romanzo racconta la storia di una ragazza del sud dell’Inghilterra (fiorito, pieno di ville e nobili) che si trova catapultata a Manchester nella metà del XIX Secolo. Saprà fare i conti con una società dove i telai dettavano i ritmi del lavoro e dove c’erano scontri politici ogni giorno? Leggete e camminate per Manchester in compagnia di questo libro.

Vi sentite un po’ più moderni? Il vostro libro legato a Manchester è L’Arancia Meccanica di Anthony Burgess, capolavoro da cui Kubrick ha tratto l’omonimo film. Burgess è un figlio di Manchester a tutti gli effetti e la società distopica che racconta è totalmente ispirata alla Manchester dei suoi tempi. Troverete anche un bellissimo murales dedicato a lui tra le strade del Northern Quarter

 

Se Manchester fosse una professione, sarebbe… Un inventore

Manchester, Museo della scienza © Giovy Malfiori

Ecco un’altra caratteristica di Manchester che la gente ignora: in questa città è stato inventato di tutto, soprattutto oggetti o tecnologie che oggi fanno parte della nostra vita quotidiana. Il primo computer della storia, datato 1823, venne inventato da Charles Babbage, messo a punto e costruito in quel di Manchester. Venne poi programmato dal primo “coder” della storia, che era una donna, Ada Lovelace. Il telaio meccanico, oggetto che ha dato il via alla Rivoluzione Industriale, venne inventato e usato a Manchester per la prima volta. Ma non è finita qui: la prima ferrovia per il trasporto passeggeri della storia mondiale vide la luce… indovinate dove? A Manchester. Il luogo perfetto per rendersi conto di tutto questo è il Museum of Science and Industry, una meraviglia gratuita che si trova nell’ex area industriale di epoca vittoriana di Castlefield. L’edificio del museo già meriterebbe una visita (si tratta di un recupero industriale spettacolare) e il suo contenuto è a dir poco coinvolgente.

Non è finita qui: lo sapevate che proprio a Manchester è stata istituita la prima biblioteca pubblica al mondo di lingua inglese? Tutto questo aiuta, senza dubbio, a dire “grazie Manchester”, per molte cose che usiamo oggi.

Se Manchester fosse qualcosa da mangiare, sarebbe… Un piatto indiano

Manchester, sapori indiani © Giovy Malfiori

Sorpresi? Manchester è, assieme a Leicester e Leeds, una delle città più “indiane” di tutto il Regno Unito. Si parla di emigrazione dalle ex colonie già dalla metà dell’Ottocento. Manchester vanta un Golden Mile di tutto rispetto. Che cos’è un Golden Mile? Si tratta di una zona dove la cucina indiana impera, ma non divide. Anzi, unisce tutti in un’esperienza gastronomica che va dallo street food al ristorante pluripremiato. Anche in pieno centro, nei pressi dei Cathedral Gardens, c’è un posto spettacolare dove provare il cibo indiano in perfetto stile Mancunian. Si chiama Mowgli.

 

Se Manchester fosse un sostantivo, sarebbe… Rivoluzione

Alan Turing, genio di Manchester © Giovy Malfiori

Già, ve l’ho detto prima: la Rivoluzione Industriale è nata proprio a Manchester e da lì si è diffusa in tutto il mondo, cambiando le nostre esistenze decennio dopo decennio. Manchester è stata protagonista di almeno altre 2 rivoluzioni importanti.

Emmeline Punkhurst, la prima suffragetta della storia, era proprio di Manchester. Era solita uscire di casa ben vestita (faceva parte della buona borghesia) con una sedia al suo seguito. Raggiungeva St.Peter Square nel centro città, saliva sulla sedia e iniziava a raccontare a voce alta l’importanza del voto femminile. L’altra rivoluzione a cui facevo riferimento è legata alla figura di Alan Turing. Lui è il matematico che ha decifrato, assieme a una squadra di esperti, il fantomatico “Enigma”, ovvero il codice cifrato che i nazisti usavano per comunicare durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa impresa fece sventare l’invasione nazista in Inghilterra. Turing sarebbe dovuto essere portato in trionfo per questo ma, poco dopo la guerra, la sua omosessualità divenne dominio pubblico. Turing venne discriminato per questo. La sua statua ora accoglie tutti nei Sackville Gardens, vicino all’università dove lavorava. Turing è diventato il simbolo della comunità LGBTQ+ e la legge anti-discriminazione del Regno Unito porta il suo nome. Manchester è oggi una città dove l’inclusione di tutti è la rivoluzione con più impatto.

 

Se Manchester fosse una canzone sarebbe… Ask dei The Smiths

Manchester, graffiti © Giovy Malfiori

Lo ammetto: questa è una scelta personale. Manchester è una città dove la musica è sempre stata di casa. Come non citare, oltre a Morrisey e ai The Smiths, gruppi come i Joy Division, i New Orders, gli Stone Roses e, giusto per finire in bellezza, gli Oasis? La realtà sociale di Manchester, il fatto di non essere mai stata una città facile, unita alla voglia di fare qualcosa di bello hanno stimolato tanti giovani Mancunian anno sopo anno. Ci sono molti tour musicali da fare in città: gli amanti degli anni ’80 non potranno di certo perdersi una passeggiata nel nome di Ian Curtis e chi adora gli anni ’90 andrà sicuramente in cerca dell’infanzia dei fratelli Gallagher. A prescindere da ciò che sceglierete, vi renderete conto di quanto fermento musicale e culturale ci sia in una città come Manchester. Ogni luglio si tiene il MIF (Manchester International Festival), una kermesse in cui nuove produzioni teatrali e concerti di prim’ordine sono accessibili a tutti, con biglietti che partono anche da 10£. Un luogo da visitare per gustare la scena musicale di Manchester? La fermata del tram di Deansgate sarà il vostro punto di riferimento: i locali che ci sono proprio in quel punto della città offrono concerti ed esibizioni da ricordare.

 

Se Manchester fosse un materiale da costruzione, sarebbe… un mattone rosso

Manchester © Giovy Malfiori

Concludo questo gioco su Manchester con un elemento costitutivo della città: i mattoni rossi, materiale da costruzione tipico dell’epoca vittoriana. Gli anni in cui regnò la Regina Vittoria (1837-1901) sono fondamentali per molte città britanniche. Manchester prese la sua forma migliore in quel periodo e gli edifici di mattoni rossi sono testimoni dell’immagine della città. Proprio per questo vi consiglio di restare a Manchester qualche giorno perché la città è grande e ci sono alcuni quartieri da vedere assolutamente. Iniziamo dal Norther Quarter, luogo a nord di Piccadilly Gardens, dove si può vedere l’immagine più alternativa, green e sostenibile della città, ma dove alcuni edifici vittoriani fanno un’ottima mostra di sé.

Ancoats, Manchester © Giovy Malfiori

Ancora più a nord di questo quartiere, troverete Ancoats. Questo quartiere rappresenta l’espansione di Manchester durante la Rivoluzione Industriale: qui troverete le antiche filature di cotone trasformate in qualcosa di nuovo, ma anche le classiche case operaie britanniche, che spesso si vedono in film e telefilm. Deansgate e Castlefield rappresentano un altro pezzo di Rivoluzione Industriale. Qui i canali la fanno da padrona: non vi sarà difficile immaginare chiatte e barche piene di cotone filato viaggiare tra la nebbia del mattino.

Manchester, il forte di Mancunium © Giovy Malfiori

Last but not least: proprio vicino ai canali di Castlefiels c’è quello che io chiamo “il certificato di nascita di Manchester”. I mattoni non sono più rossi, ma di pietra. A cosa danno vita? Al forte romano del I Secolo d.C dove nacque Mancunium. Siete ancora dell’opinione che questa città sia grigia e poco interessante?

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