Seattle in tre parole: Space Needle, pesce e caffè

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    Seattle non è solo la patria del grunge, della Microsoft o di Starbucks! È una città piena di atmosfere e sempre sferzata dal vento delle nuove idee. Ce la racconta Silvia Demick, che è volata lassù, quasi al confine col Canada.

    Seattle, un colpo d'occhio sul futuro
    Seattle, un colpo d’occhio sul futuro

    di Silvia Demick, The Food Traveler
    Ho sentito parlare di Seattle per la prima volta negli anni Novanta. Era il periodo di Singles, un film del ’92 girato qui, e di Sleepless in Seattle, e di quando se non sapevi qualcosa non c’erano Google o Wikipedia a spiegartelo! Così, solo qualche anno dopo ho scoperto che Seattle è la città principale dello stato di Washington, sulla costa ovest degli Stati Uniti. Ho dovuto aspettare ancora un bel po’ prima di conoscere di persona la città affacciata sul Puget Sound, così vicina al confine canadese e alle Olympic Mountains. Da allora non ho più dimenticato tre cose che mi hanno rapita.

    Space Needle: sì, avrete le vertigini!
    Space Needle: sì, avrete le vertigini!

    Space Needle: che panorama!

    È un’attrazione turistica, al punto che probabilmente un vero Seattleite (un abitante della città) non ci è mai salito. Ma non avrebbe senso arrivare fino al limite estremo della costa occidentale statunitense e perdersi la vista dalla cima dello Space Needle. Con 20 dollari si prende l’ascensore che in meno di un minuto sale fino all’Observation Desk con i suoi 160 metri di altezza. Venne costruito in occasione della fiera mondiale di Seattle del 1962, e per anni ha detenuto il primato di costruzione più alta a ovest del fiume Mississippi. Lo spettacolo al quale si assiste dalla cima della torre è indescrivibile: il Mount Rainier coperto di neve, la città con le vie che si incrociano ad angolo retto, la baia di Elliott con le sue isole.

     

    Granchi in vendita al Pike Place
    Granchi in vendita al Pike Place

    Il pesce del Pike Place Market

    Sembra che la scritta Public Market a caratteri cubitali rossi sia una delle più riconosciute in tutto il mondo: si dice anche che questo mercato debba la sua fama ai venditori del pesce del Nordest del Pacifico e dell’Alaska, che da oltre cento anni vendono il pescato al Pike Place Market in ogni stagione. È sempre affollatissimo ed è uno dei posti migliori in cui fare la spesa. Vastissima la scelta del pesce fresco: dai salmoni selvatici dell’Alaska, ai granchi della baia di Dungeness, al persico del Pacifico. Molti stand sono ottimi per lo street food: si può prendere un crab sandwhich, un panino di polpa di granchio, o un clam chowder, una zuppa di vongole. Per chi preferisce un pasto vero e proprio, non mancano i ristoranti, come l’Emmett Watson Oyster Bar con la sua offerta di ostriche e l’ampia scelta di birre locali, tra cui la Pike Place Ale.

    Starbucks al Fish Market: questa volta non si tratta di globalizzazione!
    Starbucks al Fish Market: questa volta non si tratta di globalizzazione!

    Il caffè: e se fosse nato qui?

    Seattle non è solo la patria del grunge e della Microsoft, ma anche del caffè. Il numero di coffee shops è di dieci volte superiore rispetto a quello di altre città degli Stati Uniti. Ci sono piccoli caffè all’angolo di ogni strada, e forse si potrebbe arrivare in città seguendo l’aroma dei chicchi tostati. Alcuni sostengono addirittura che il caffè sia stato inventato a Seattle, e in un certo senso è proprio così: qui Starbucks aprì il suo primo negozio nel 1971, non lontano dal Public Market. Il consiglio è comunque quello di ordinare una tazza di liquido scuro e bollente in uno dei quasi 700 caffè indipendenti sparsi per la città. Tra i più noti ci sono il Victrola Coffee, o il Lighthouse Roasters. Se non ci si vuole allontanare troppo da Pike Place, vale la pena di provare Beecher’s, che oltre al caffè offre anche un’ottima selezione di formaggi locali e di piatti caldi e freddi.

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