Stoccolma Day One

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    Il nostro volo è partito in orario, stranamente. Ryanair ha deciso che dovevamo goderci a pieno i nostri giorni a Stoccolma. E meno male.

    È venerdì sera e in giro c’è già gente travestita per Halloween. Ci sono il conte Dracula, la sposa cadavere e i Teletubbies a fianco a noi in metropolitana, che, per la cronaca, è già  di per sé un capolavoro. La fermata di Centralstation, ad esempio, è profondissima e, nei suoi meandri, c’è la roccia viva, quella che è stata scavata per costruire la metropolitana, illuminata meravigliosamente.

    Sabato mattina la sveglia suona al “presto” italiano, che però è il “tardi” svedese. Siamo soli a goderci un’ottima colazione con aringhe affumicate (vuoi non adattarti alle abitudini locali?), pane nero di castagne e bollente caffè nero. Saltiamo sulla metro e ci dirigiamo verso Gamla Stan, l’isola antica, l’isoletta reale. È il centro storico di Stoccolma: poche vie strette, case colorate tipicamente svedesi e il Palazzo Reale.

    La nostra prima tappa è il Nobelmuseet, che si trova in una meravigliosa piazzetta al centro dell’isola, racchiusa dagli edifici tipici di Stoccolma: alte e strette case con tetti in legno spioventi, colorate con colori allegri e accessi, in particolare rosso e giallo. Visitiamo questo interessante museo, da considerare complementare a quello che si trova a Oslo (e che noi abbiamo visitato l’estate scorsa), che ospita anche una bella mostra biografica su Marie Curie. Assolutamente consigliato.

    Come seconda tappa scegliamo la Cattedrale, al cui interno si trova una maestosa statua di “San Giorgio e il Drago” realizzata nel 1489 e che, fino al 1873, è stata la chiesa dell’incoronazione della famiglia reale svedese. È, invece, ancora oggi, la chiesa dei matrimoni reali.

    Usciti dalla Cattedrale ci ritroviamo nel pieno della parata del cambio della Guardia, così, ci lasciamo guidare fino al Palazzo Reale dai tromboni e dalle ghette dei soldati, nel caso avessimo qualche problema a trovarlo.

    Dopo aver visitato il Tesoro della Corona, entriamo in questo strano edificio, che, visto da fuori, non sembra molto la casa della famiglia reale. È, infatti, stretto e basso e si affaccia su una piazza rotondeggiante, con un piccolo colonnato che ricorda, vagamente, quello di Piazza San Pietro a Roma. Gli interni, però, ripagano la semplicità esterna: appartamenti non troppo spaziosi, con grandi tappeti e arazzi e stucchi a soffitto, una bellissima Sala di Stato, con un trono d’argento che apparteneva alla regina Cristina, e una galleria con i ritratti della famiglia reale.

    A questo punto è decisamente ora di pranzo, che però decidiamo di consumare in piedi e in fretta, dal momento che, in questa stagione, i musei e i luoghi da visitare chiudono presto. Sognavamo un panino all’aringa, ma ci accontentiamo di un kebab, e partiamo alla volta della Riddarholmskyran, una meravigliosa chiesa in mattoni rossi con vista sul porto, che però troviamo chiusa, senza spiegazioni. Ci dirigiamo allora al porto e ci godiamo la vista del sole (sì, abbiamo avuto anche questa fortuna) che inizia ad abbassarsi sul mare.

    Quindi, dato che il freddo è sopportabile e vogliamo goderci questo sole tiepidino, decidiamo di fare una passeggiata e arrivare fino al Nationalmuseet, che si trova nel centro un po’ più commerciale di Stoccolma, con vista sul mare. Il sabato pomeriggio è magnifico, le donne girano per i negozi e gli uomini pescano dai ponti!

    Sì, avete capito bene: pescano. L’acqua è talmente pulita che dai ponti cittadini pescano salmoni, e pure grandi! Parola di scout, li abbiamo visti con i nostri occhi!

    Raggiunto il museo, ne restiamo affascinati. Si tratta di un magnifico e imponente edificio con grandi scalinate e opere d’arte affascinanti. Avremmo voluto visitarlo in molto più tempo, ma il Vasamuseet chiama e noi rispondiamo.

    Il Vasamuseet è un po’ fuori dal centro, all’interno di uno splendido parco che visto al tramonto è uno spettacolo di luci e colori, ma lo si raggiunge in soli cinque minuti di tram. Cosa ospita? Un vascello affondato nel porto di Stoccolma nel XVII secolo, che ha aspettato 333 anni prima di essere riportato in superficie. La cosa straordinaria è che conserva il 95% di parti originali. Ma non vi dico perché, così lo scoprite al museo!

    Quando usciamo è tardi, i musei sono tutti chiusi, gli svedesi vanno a cena, ma noi non abbiamo ancora fame.

    Prendiamo la metro. Fermata Slussen. Fotografiska: uno dei più grandi musei di fotografia al mondo. Ed è pure aperto fino alle 21, miracolo! Inutile dire che meraviglie abbiamo visto e a che ora siamo usciti. Semplicemente, ne vale la pena, anche se non siete “malati” di fotografia.

    Ora ci meritiamo una bella cena a base di polpette svedesi con purè e salsa di mirtilli (Köttbullar), che gustiamo in un adorabile localino a fianco all’Opera.

    La prima giornata è finita. E i piedi ringraziano.

     

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