Torino, Sindone & Co.

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    Amici dell’arte, la data è memorabile: dal 27 settembre la Cappella della Sindone di Torino sarà di nuovo visitabile. Ecco le nostre idee per godersi questo e gli altri gioielli del Barocco nella città della Mole.

     

    Cappella della Sindone, l’attesa è finita

    Torino, Cappella della Sindone
    Torino, il Duomo e la Cappella della Sindone, con i ponteggi del restauro.

    Quando prese fuoco, in una notte maledetta dell’aprile 1997, per i torinesi fu un po’ come vivere di persona un bombardamento della Seconda guerra mondiale. Il panico fu grande e le fiamme si alzarono fino al cielo. Servì tutto il coraggio dei vigili del fuoco per portare in salvo e sottrarre alle fiamme il Sacro Lino in cui fu avvolto il corpo di cristo dopo la deposizione. Il destino della cappella progettata da Guarino Guarini sembrò invece essere ben più drammatico… Invece, a vent’anni di distanza, la fenice risorge dalle ceneri. Grazie a un sapiente lavoro di restauro, dal 27 settembre i visitatori potranno tornare ad alzare gli occhi al cielo e ammirare le vertiginose geometrie barocche che si alzano vincendo la forza di gravità.

    In questa pagina dei Musei Reali di Torino trovate le informazioni per la visita e le immagini degli anni di restauro.

     

    Palazzo Carignano, che curve, Guarini!

    palazzo carignano
    La facciata barocca di Palazzo Carignano

    Il genio di Guarino Guarini non si è risparmiato per dare vita a questo palazzo, quindi preparatevi a restare a bocca aperta. La sua facciata in mattoni a vista alterna tratti concavi a parti convesse e conferisce un aspetto sinuoso a uno degli edifici barocchi più belli (e originali) d’Italia. Nel salone delle feste, si riunì per la prima volta il parlamento italiano. Oggi il palazzo ospita il Museo del Risorgimento, che documenta il periodo che portò all’Unità d’Italia con la proclamazione del Regno nel 1861 a Torino. Questo capolavoro è tutelato dall’Unesco, inserito nell’elenco delle Residenze sabaude.

    Carignano
    Il fregio irochese

    Una curiosità: noterete che alcuni fregi all’altezza del piano nobile raffigurano la testa di un indiano. Bene, ricordano la vittoria riportata da un reggimento dei Carignano a fianco dei Francesi nel 1667 contro gli indiani irochesi durante la colonizzazione del Canada. Un pezzo di storia, anche se un po’ politcally uncorrect.

     

    Piazza San Carlo, accomodatevi in salotto

    Sindone Piazza San Carlo
    Piazza San Carlo, un riferimento alla Sindone che non tutti notato

    Da sempre è il salotto della città e da quando Torino ha scoperto la sua vocazione turistica questa è una tappa imprescindibile per chi viene da fuori. Carlo di Castellamonte e Benedetto Alfieri sono i grandi artifici dell’impianto della piazza, delimitata dalle chiese di Santa Cristina e San Carlo e, sul lato opposto, dalla prospettiva che, attraverso via Roma, porta a Palazzo Madama. Godetevi l’insieme, passeggiate in questa atmosfera elegante e rarefatta, e poi fate un salto al Caffè Torino o al Caffè San Carlo per una pausa squisitamente torinese. Abbiamo detto Palazzo Madama? Eh sì, la sua facciata disegnata da Juvarra all’inizio del Settecento, è uno tesori barocchi più pregevoli e visibili. Domina piazza Castello ed è così in contrasto rispetto al resto dell’edificio, di impianto medievale, da suggerire al poeta Guido Gozzano l’appellattivo di Casa dei secoli, a indicare la straordinaria stratificazione stilista dell’edificio.

     

    Santuario della Consolata, nel cuore dei torinesi

    Torino Bicerin
    Torino, fate un salto al Bicerin?

    Molto spesso in una città ci sono una chiesa o un santuario che più di tutti occupano un posto d’onore nel cuore di chi ci vive. Ci riferiamo a quel luogo fisico e allo stesso tempo simbolico a cui i fedeli, ma non solo, si rivolgono per chiedere aiuto, protezione, sostegno nei momenti di difficoltà. Okay, a Torino il luogo in questione è il Santuario della Consolata. Non è solo un capolavoro del Barocco frutto del genio di Guarini e di Juvarra, ma è – almeno storicamente – il nume tutelare della cittadinanza. Per verificarlo, basta entrare e dare un’occhiata ai numerosi ex voto che costellano le pareti: sono toccanti manifestazioni di gratitudine per il soccorso ricevuto dalla Vergine. Per tornare a questioni molto più terrene: davanti alla chiesa si trova il locale storico che conserva la ricetta del Bicerin, la bevanda calda che mescola meravigliosamente caffè, cioccolato e latte.

     

    Una cena al top della tradizione

    notte al quadrilatero
    Torino, notte al quadrilatero

    A Torino c’è un ristorante talmente storico che non si sa se sia nato prima lui o la via che ne porta il nome. Parliamo del Tre Galline, a ridosso di Porta Palazzo e del Quadrilatero Romano, dove potrete gustare piatti della tradizione calpestando un parquet i cui scricchiolii raccontano storie che si perdono nel Settecento, e anche prima. Se venite qui, non sperate di cavarvela con poco. La cucina piemontese richiede tempo e dedizione, per la sua ricchezza di esperienze e sapori. Un suggerimento su tutti? La finanziera, un piatto povero della tradizione divenuto celebre da quando iniziarono a gustarla il conte di Cavour e altri illustri personaggi della finanza sabauda. Abbiamo detto Cavour? Sì, il Conte è protagonista anche della scena gastronomica, perché era un assiduo frequentatore del Ristorante Del Cambio – il più celebre della città, proprio di fronte a Palazzo Carignano. Le cronache raccontano che ordinasse spesso l’amata finanziera e che la gustasse meditando sulle sorti politiche del paese.

     

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