Una vita da travel blogger: i 5000 giorni online di Simonetta Clucher. L’intervista.

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Travel Blogger: tutto il web ne parla, ma che cosa significa diventarlo e, soprattutto, esserlo a lungo? Abbiamo chiesto a Simonetta Clucher, una delle prime italiane a lanciarsi nell’impresa con il fortunato blog “Sulle strade del mondo”, di raccontarci la sua esperienza. Lo abbiamo fatto in occasione di un anniversario per lei molto importante: i 5.000 giorni online.

 

1. Ciao Simonetta, raccontaci un po’ di te. Come ci si sente a quota 5.000 giorni online?

Simonetta tra i ghiacci d’Islanda © Sulle strade del mondo

Incredula. Tutto pensavo quando ho aperto il blog tranne di iniziare un percorso così lungo e importante. D’altra parte in quel momento non avevo particolari obiettivi professionali, nel 2006 il blog veniva visto ancora come una sorta di diario personale, tanto è vero che di tutti i blog di viaggio aperti in quel periodo è rimasto solo il mio.

 

2. Che cosa ti ha spinta a fondare l’Associazione Italiana Travel Blogger? Di quali risultati sei più fiera?

Io e gli altri fondatori volevamo fare qualcosa di concreto per arrivare a un riconoscimento della figura professionale del travel blogger e al tempo stesso essere un punto di riferimento per quegli operatori del settore che si avvalgono dei blogger come canale di comunicazione.  Il risultato del quale sono più fiera è stato il codice di autoregolamentazione per la trasparenza delle collaborazioni, un traguardo che, come associazione, abbiamo raggiunto per primi, anticipando anche le stesse raccomandazioni e linee guida del Garante per la comunicazione.

 

3. Che cosa ti ispira maggiormente quando scrivi?

Simonetta Clucher a Bali © Sulle strade del mondo

Ad ispirarmi maggiormente sono i miei viaggi, perché un vero travel blogger deve per prima cosa essere anche un viaggiatore. Non sempre l’ispirazione arriva subito, ci sono viaggi che sono pronta a raccontare immediatamente, altri per i quali mi serve più tempo. Il viaggio però non deve necessariamente essere in capo al mondo, vivo a Roma e mi piace raccontare anche la mia città e la mia regione.

 

4. Sulla base della tua esperienza, che cosa deve saper fare un travel blogger? Può sembrare una domanda bizzarra, ma spesso si riscontra confusione su questo aspetto….

Per prima cosa un travel blogger deve viaggiare, saper scrivere correttamente e applicare tecniche SEO ai propri testi, ma questo senza mai dimenticare che non si scrive per Google, ma per i lettori. Oltre a questo avere un blog richiede tutta una altra serie di abilità collegate, come saper fare belle foto per raccontare il viaggio con parole e immagini.

 
Kitty & Simo © Sulle strade del mondo

5. E quale errore un travel blogger non deve mai commettere?

Quello di pensare di essere bravo e non avere più nulla da imparare, perché ci sono tanti aspetti da tener sempre presente e che sono in continuo aggiornamento ed evoluzione. Quindi, mai trascurare la formazione.

 
Simonetta in versione amazzone © Sulle strade del mondo

6. Tema difficile, ricco di insidie…. La responsabilità deontologica del travel blogger. Come la interpreti?

Ho sempre creduto nella responsabilità deontologica di chi scrive, non importa se giornalista o blogger. Chi scrive si assume delle responsabilità, soprattutto verso chi legge. È per questo motivo che fondando l’Associazione Italiana Travel Blogger abbiamo fortemente voluto che lo statuto fosse affiancato da un codice etico. Una delle accuse che qualcuno muove ai blogger è quella di non avere un codice deontologico come i giornalisti. Non per tutti è così, noi abbiamo un codice etico e io sono fiera di seguirlo.

 

7. Ora una domanda molto più leggera. Qual è il gadget più tecnologico nel tuo zaino?

Una semplice power bank, magari la risposta può sembrare banale, ma per noi è importante avere sempre il cellulare carico perché una parte del nostro lavoro/piacere in viaggio nasce dalla condivisione live dell’esperienza attraverso i social network.

 

8. Aria, terra, cielo, acqua: in quale elemento preferisci viaggiare?

Sono più per viaggi via terra, anche se a volte possono essere presenti tutti questi elementi. La scorsa estate ad esempio sono stata in Madagascar: un viaggio on the road, ma con tanti voli interni che si è concluso con una settimana in catamarano.

 

9. Uno sguardo indietro e uno avanti: il viaggio che ti ha colpito maggiormente e quello che sogni ancora di fare?

Sicuramente i viaggi già fatti la Thailandia, un Paese splendido, accogliente e molto vario. Quello che ancora continuo a sognare è un viaggio nello Yemen, ma per ora posso solo sperare che un giorno anche lì si potrà tornare a viaggiare.

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