Via Emilia, occasione imperdibile

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    2200 anni di storia, 177 miglia romane di sapori, arte e bellezza: la Via Emilia è un’occasione da non perdere per un’incursione tra alcune delle cose migliori che l’Italia sa offrire. Procuratevi una copia della nostra carta stradale Emilia Romagna e mettetevi in viaggio!

    Parma, decisamente fotogenica

    Parma, arte del viver bene

    Il suo nome è diventato giustamente un marchio di fabbrica, sinonimo di sapori, musica (quella di Verdi) e arte difficilmente eguagliabile del ‘viver bene’. Basta fare qualche passo in Piazza Duomo per restare estasiati, per esempio dalle forme equilibrate e inconfondibili del Battistero progettato da Benedetto Antelami, rivestito di marmo rosa. Il godimento aumenta sfiorando con gli occhi le vetrine dei negozi e diventa estasi al primo assaggio del re della tavola locale. C’è bisogno di menzionarlo? Non è né crudo, né cotto…

     

    Reggio, tre colori al vento

    Anche qui vi aspetta l’incontro con il monarca assoluto e soprattutto molto amato della gastronomia locale. Sbocconcellatelo da solo o come condimento, per esempio di favolosi tortelli di patate, e grattugiatelo ovunque vi piaccia. Re Parmigiano non vi deluderà. Ricordate però che Reggio nell’Emilia non è solo ottimo cibo. Tanta storia è passata di qui, a cominciare da quella bandiera tricolore che in città fu fatta sventolare la prima volta nel 1797, al tempo della Repubblica Cispadana. Eh sì, seguire la Via Emilia significa davvero ritrovare molte cose dell’identità nazionale. Volete approfondire? Fate un salto alla mostra On the Road. Via Emilia (fino al 1° luglio).

    Modena, aceto balsamico in preparazione

    Modena, dolce vita in rosso

    Scegliete voi da che parte prenderla, per farvela subito amica e apprezzarla al meglio! La città delle biciclette? Benissimo, qui ne circolano tantissime e pedalare è una forma di vita. Quella del rombo inconfondibile dei motori? Maranello, la casa della Ferrari, è a poco più di 20 km, una bazzecola se guidate una V12 con il cavallino rampante. Il nostro consiglio, semplicemente, è questo: sedete davanti a un calice di Lambrusco (un Grasparossa di Castelvetro sarà perfetto) e guardate la bella e felice gente di Modena passare. A proposito di buone bottiglie. Non ripartite senza averne acquistata una di aceto balsamico. Di Modena, ovviamente!

    Bologna, portici quasi infiniti

    Bologna, studiosa e bellissima

    Che dire di una città talmente accogliente che nel suo centro, come cantava Dalla, non si perde neanche un bambino? In realtà, Bologna è molto più complicata di quanto si immagini, non solo perché si trova nel cuore di uno dei più importanti snodi stradali italiani o perché la sua Università attira studenti da ogni dove. Il capoluogo è un centro dinamico, complesso, a volte contraddittorio, ma noi vi diamo due idee per entrare subito in sintonia. Godetevi Piazza Maggiore (la Piazza Grande della canzone) e ritraetela con un grandangolo. Poi bighellonate sotto i portici, soprattutto nel celebre Portico di San Luca: conta 666 arcate ed è considerato il più lungo del mondo.

    Forlì, qui la piadina è una cosa seria

    Forlì, fatevi una pièda

    Benvenuti in Romagna, la parte della regione che dal fiume Reno si apre con grande dolcezza verso il Mare Adriatico. La prima regola da osservare quando si arriva qui è dimenticare una volta per tutte la fretta e la frenesia. A Forlì, quindi, scendete dall’auto e passeggiate pigramente verso Piazza Aurelio Saffi, dove svetta il campanile dell’Abbazia di San Mercuriale. Godetevi la grazia antica di questo edificio religioso di stile romanico e poi, ai primi morsi della fame, entrate in una piadineria e ordinate una pièda: siete nella terra dove questa specialità è nata e la mangerete buonissima!

     

    Cesena, non andate di fretta!

    A Cesena, nelle giornate buone, sentirete già l’odore del mare, ma vi consigliamo di non farvi subito tentare dalle attrattive dell’Adriatico e da quelle di Rimini, che è vicinissima. La città merita una sosta, soprattutto per rendere omaggio agli antichi signori di questa terra. Ci riferiamo ovviamente ai Malatesta, che a difesa dell’abitato fecero costruire la mole imponente della Rocca. Oggi entrarvi è molto più facile che in passato, quando la fortezza era quasi inespugnabile. Partecipate a una delle visite guidate e tutte le porte vi saranno aperte!

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