Via Licia, cinque esperienze mozzafiato nel trekking più bello della Turchia

Itinerari

Benvenuti in una delle regioni più ricche di fascino, suggestione e storia del Mediterraneo. L’antico suolo della Licia, già caro ai greci e ad Omero, diventa oggi il teatro di un trekking emozionante. Mettiamoci in viaggio: l’aria odora di spezie orientali, in questa terra dove le culture si incontrano e le suole delle scarpe si consumano felicemente.

Via Licia, pura meraviglia

Il consiglio preliminare: l’intero percorso lungo la costa sud-occidentale della Turchia si snoda per circa 550 km. Se avete poco tempo a disposizione, potete scegliere di percorrerne alcuni tratti a piedi, magari optando proprio per una delle nostre top 5.

Le nostre top 5 sulla Via Lica
 

1. Oludeniz: il meglio della Costa Turchese

Oludeniz

Se siete diventati un po’ allergici a certi nomi delle località turistiche che alludono a paradisi in terra, arrivando a Oludeniz sulla Costa Turchese vi risentirete in armonia col mondo. Sì, perché qui il mare è veramente turchese, le lingue di terra sono davvero come si vede nelle foto. La sensazione di essere all’inizio di un viaggio memorabile è più che giustificata. A proposito di nomi: pare che Oludeniz significhi ‘mar morto’, in riferimento alle acque tranquille del luogo, ma non temete: non c’è il rischio di trovarsi a bagno in paludi salmastre. Solo meraviglia turchese, come nella foto.

 

2. Valle delle farfalle

Valle delle farfalle

Questa esperienza si presta a due tipi di approccio. Quello del trekker, se si sceglie di arrivare alla spiaggia scendendo i sentieri della ripida scogliera – bisogna però essere in forma, esperti e indossare le scarpe giuste (non fatelo con le infradito!). E quello più rilassato e indolente di chi sceglie di arrivare qui in barca, utilizzando una delle tante imbarcazioni che partono da Oludeniz.

Vi state chiedendo quali siano le farfalle in questione? Facile, si tratte delle farfalle tigre, che a dispetto del nome sono perfettamente innocue e vivono in numerose colonie da queste parti.

 

3. Città sommersa di Kekova

Città sommersa di Kekova, lungo la via Licia

Poche emozioni di viaggio in Asia Minore sono più intense di quelle che si provano sorseggiando una tazza di caffè (alla turca) mentre si osservano le rovine sommerse dell’antica città di Dolchiste, distrutta da un terremoto e quindi abbandonata al proprio destino nel I secolo d.C.

Per guadagnarvi la vostra tazza di caffè dovrete spostarvi per un centinaio di chilometri dalla Valle delle Farfalle e raggiungere l’isola con un’imbarcazione privata da Kaş or Kalkan

 

4. Rovine dell’antica Myra

Antica Myra, lungo la via Licia

Gli incontri con i tesori dell’archeologia lungo la Via Licia non mancano, a cominciare dal sito di Patara, dove nacque nel 270 d.C. il futuro San Nicola di Bari. Lo incontreremo ancora. Il nostro suggerimento, per ora, è di puntare un po’ più a oriente e di portarvi a Myra.

L’anfiteatro dell’antica Patara

Ecco il classico posto che non può lasciare indifferenti, per molti motivi. Intanto perché si tratta delle meravigliose rovine di una città, Myra, che raggiunse il massimo splendore nel II secolo a.C., in piena età ellenistica, e che fu uno dei centri principali della Lega Licia. Se siete alla ricerca dello scatto di rovine rupestri più bello della vostra vita, qui avete buone probabilità di realizzarlo.

Dal punto di vista della storia religiosa, poi, ci interessa sapere che a Myra fece tappa San Paolo nel suo viaggio di avvicinamento a Roma (e al martirio). Soprattutto, però, questa città è cara ai fedeli di San Nicola di Bari, perché il loro beniamino fu vescovo del luogo e venne sepolto qui nel 343 d.C., prima di essere traslato a Bari e diventare… Babbo Natale – ma questa è decisamente un’altra storia!

 

5. Monte Chimera: un finale mostruoso

Roccia delle Chimere, lungo la via Licia

Meno di 80 chilometri separano le rovine di Myra, così ricche di storia sprirituale, da un luogo molto più terreno, quasi infernale. Vi tranquillizziamo subito, non troverete chimere o altri mostri da queste parti. Le fiamme che vedrete ardere, e che rendono il luogo così suggestivo, non provengono direttamente dalla casa di Satana, ma sono il frutto dell’esalazione di gas metano.

Le chimere, però, in qualche modo c’entrano. Gli antichi, suggestionati dalla singolarità del luogo, e dal fatto che qui abitassero prevalentemente capre e serpenti, lo associarono al mitico mostro, il cui corpo era composto da parti di leone, serpente, drago e capra. Come si vede, la suggestione ha sempre condizionato le cronache dei viaggiatori…

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