Genova, idee per un weekend

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    Genova è bellissima e pochi lo sanno: con le sue meravigliose stratificazioni di arte, cucina e svago merita almeno un weekend.

    Iniziate con le vasche dell’Acquario e andate poi alla scoperta degli scorci più segreti o giustamente celebrati della città. E preparatevi a tornare, perché il fascino di questa regina del mare è inesauribile.

    Genova Skyline
    Genova, skyline sul Mediterraneo

    L’Acquario: a tu per tu col mare

    I delfini dell'Acquario di Genova
    I delfini dell’Acquario di Genova

    È il più grande d’Europa ed è perfetto per le famiglie, anche per le offerte convenienti che si possono trovare online sul sito ufficiale. L’Acquario di Genova non delude i grandi e i bambini, a partire dalla posizione in cui si trova: lungo il molo Spinola, nel cuore del Porto Antico. L’anfiteatro di palazzi storici che lo circonda offre uno scorcio ineguagliabile. Il vero tesoro però è all’interno. Le 70 vasche espositive ospitano un’impressionante biodiversità: 15.000 animali appartenenti a 400 specie. Parliamo di squali, mante, innumerevoli creature tropicali (ci sono anche i pesci pagliaccio e chirurgo, che hanno ispirato Nemo&Dory della Disney), foche e pinguini e poi i delfini del nuovo Padiglione Cetacei. Quanto impiegherete a visitarlo? Una visita completa e rilassata dura circa 2h 30min.

    E se sentite parlare di Delfini metropolitani, sappiate che non è un altro film della Disney. Si tratta di un’attività di ricerca nata nel 2001 con l’obiettivo di studiare la presenza e le abitudini dei cetacei che frequentano le acque costiere, con particolare attenzione alle interazioni tra delfini e umani.

    Se vi spaventa il traffico tentacolare di Genova e i suoi celebri ‘svincoli micidiali’ cantati da De Gregori in Viaggi e miraggi, non preoccupatevi: l’Acquario si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici: dalla stazione di Genova Brignole, per esempio, è comodissimo il bus n. 13. Qui tutte le info per arrivare comodamente all’incontro col mare.

     

    Il tesoro che il mondo ammira

    Palazzo Tobia Pallavicini: la Genova dei Rolli
    Palazzo Tobia Pallavicino: la Genova dei Rolli

    Quello di Genova è uno dei centri storici più vasti d’Europa ed è stato rilanciato in occasione delle Colombiadi del 1992, con l’intervento di archistar come Renzo Piano. Girarlo tutto richiede almeno una giornata, ma l’attrattiva da non perdere è Via Garibaldi, che con Via Cairoli e Via Balbi fa parte di quelle che a Genova si chiamano Strade nuove. Nuove rispetto al fittissimo reticolo della Città Vecchia, a ridosso del porto.

    La Via Garibaldi che vedete oggi fu realizzata nel Cinquecento ed ospita splendidi palazzi di rappresentanza delle famiglie più importanti del tempo: gli Spinola, i Doria, i Grimaldi. Questi edifici servirono anche ad ospitare i facoltosi e importanti partner commerciali che venivano a Genova a stringere affari con i ricchi mercanti e banchieri locali. Erano una specie di hotel cinque stelle dell’epoca e il sistema che li gestiva aveva il nome di ‘Rolli degli alloggiamenti pubblici’.

    Ora sono tutelati dall’Unesco e il modo migliore per visitarli è partecipare al ‘porte aperte’ dei Rolli Days: giornate nelle quali si possono visitare gratuitamente quasi tutti gli edifici più importanti, da Palazzo Tobia Pallavicino a Palazzo Rosso.

    L’edizione di quest’anno si è conclusa da poco; consultate il sito Rolli Days per conoscere le nuove date della manifestazione.

     

    A tavola, con vista mozzafiato

    Trofie al pesto
    Trofie al pesto, un grande classico

    Vi siete rifatti gli occhi con gli ori e gli affreschi di Via Garibaldi? È il momento di pensare al palato. Prendete via del Portello e in un paio di minuti sarete all’Ascensore Castelletto Levante (aperto nei giorni feriali e festivi dalle 6.40 alle 24; utilizzabile con i semplici biglietti della rete urbana), che in un baleno sale alla Spianata Castelletto. È uno dei punti panoramici più suggestivi di Genova, e quindi pronti per splendide fotografie al Porto Antico, con il simbolo della città, il faro della Lanterna, là sulla destra. Ma pronti soprattutto a incontrare sapori indimenticabili.

    Se non è ancora ora di cena, cominciate con un gelato da Don Paolo (Spianata di Castelletto, 57 rosso), per molti una delle migliori gelaterie di Genova. Le creme sono eccellenti, così come le specialità siciliane, in un gustoso esempio di contaminazione mediterranea. Per una cena con tocco marinaro, puntate sul Ristorante La Barcaccia (Spianata Di Castelletto 6/8/R): gli interni ricordano una nave, con legni a profusione, e serve piatti di pesce e della cucina ligure preparati in modo semplice e gustoso (menu degustazione intorno ai 15€).

     

    A spasso con Fabrizio De André

    La targa di Via De Nicolay 12
    La targa di Via De Nicolay 12

    Da Via Garibaldi spostatevi a piedi verso il Teatro Carlo Felice e puntate alla trattoria Da Maria (in vico Testadoro 14 r). Provate a intonare qualche verso di Crêuza de mä, la canzone in cui Fabrizio De André (tra le altre cose) snocciola pietanze della tradizione genovese, e accomodatevi. Questa trattoria animata e un po’ caotica è il posto giusto per rendere omaggio, dal punto di vista enogastronomico, al cantautore genovese: perché anche De André amava andarci e perché odori, sapori e atmosfera sono ancora quelli evocati da molte sue canzoni.

    Il tour sulle orme di Faber prosegue per via Del Campo (ancora una sua canzone vi farà compagnia e non serve citarla – ascoltatela qui sotto!). Sosta d’obbligo in Via del Campo Rosso 29: qui fino al 2010 c’era il negozio di dischi Gianni Tassio, che proponeva incessantemente la musica di De André, tra cimeli e memorabilia. Oggi il locale ospita un laboratorio culturale dedicato a De André, naturalmente, ma anche agli altri cantautori della ‘scuola genovese’, come Lauzi, Tenco e Paoli.

    Altre due tappe non possono mancare: la prima in Via De Nicolay 12, dove il 18 febbraio 1940 nacque De André (una targa affettuosa lo ricorda); la seconda al Cimitero di Staglieno: qui il cantautore riposa nella tomba di famiglia. In questo sito le indicazioni accurate per trovarla.

     

     


    Viaggi e miraggi (Francesco De Gregori)
    Questa canzone passa anche dagli ‘svincoli micidiali’ di Genova.


    Crêuza de mä (Fabrizio De André)
    Attenti a non trovarvi nel piatto le «lévre de cuppi» della canzone. Buonissimi, però si tratta di gatti.


    Via del Campo (Fabrizio De André)
    ‘Via del Campo, c’è una graziosa, gli occhi grandi color di foglia’ – questo verso è sufficiente a introdurre la canzone e ad accompagnare i vostri passi.

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