

Viaggio a Parigi sulle tracce degli artisti di Montmartre
Si può dire che Montmartre sia stato la culla dell’arte moderna. Sul finire del XIX secolo, i creativi di tutta Europa si incrociavano sulla collina che allora consisteva in un piccolo villaggio. Durante questa passeggiata potrete ben immaginare come doveva essere spartana la vita degli artisti le cui opere sono oggi esposte nei più grandi musei di Parigi.

Intorno alla fermata della metropolitana Blanche fiorisce la notte un po' osée di Parigi: uno dei suoi riferimenti centrali è il Moulin Rouge, che grazie ai suoi spettacoli è diventato una delle attrazioni turistiche più famose in tutto il mondo. Se volete lasciarvi alle spalle le sue seduzioni, prendete la salita di Rue Lépic. Al civico n. 15 della via si trova il Café des 2 Moulins, in cui fu girato il film cult Il favoloso mondo di Amélie.
Di fronte, al n. 26, fatevi attirare dal piccolo panificio dall’aria rétro Les Petits Mitrons, che con la sua vetrina piena di torte vi farà venire l’acquolina in bocca. Proseguendo l’itinerario su Rue Abesses, Rue Durantin e la ripida Rue Tholozé vi troverete immersi in un’atmosfera da paese. Una volta arrivati in cima a Rue Lépic, avrete una vista mozzafiato sulla cupola dorata del Panthéon, che svetta tra il mare di tetti.
Davanti a voi si trova ora il giardino del Moulin de la Galette. Nell’area tra i due mulini, che si possono visitare soltanto all’esterno, nel XIX secolo fu costruita una sala da ballo; quella che è diventata celebre nel mondo intero grazie all’omonimo dipinto del grande impressionista Auguste Renoir. In quest’area si trova anche il ristorante Le Moulin de la Galette. Fermatevi qui per una prima pausa.

Dopo esservi rimessi in marcia, vi ritroverete subito su Place Marcel Aymé. Vi chiederete chi è la figura in bronzo che sta per uscire dal muro… Si tratta del personaggio principale del romanzo Le Passe-muraille (L’uomo che attraversava i muri) installato come omaggio allo scrittore Aymé, che abitava proprio in questa piazza. Proseguendo su Avenue Junot e Rue Simon Dereure, alla fine troverete a destra il piccolo parco di Square Suzanne Buisson.

Qui potete riposare le gambe sedendovi su una panchina e nel frattempo ammirare la Statue de Saint Denis. Si racconta che il santo avrebbe camminato lungo questo tratto di strada con la testa decapitata tra le mani. Tornate all’ingresso dove dovete prendere a destra e salire gli scalini per imboccare il piccolo e idilliaco sentiero che porta a Place Dalida. La statua della cantante italiana (1933-87) guarda in alto su Rue de l’Abreuvoir, la pittoresca viuzza che sale sul colle costeggiata da piccole case sgangherate. Alla fine della via sulla sinistra scende Rue des Saules e all’improvviso si estende un piccolo vigneto: ogni anno a ottobre la vendemmia è l’occasione per festeggiare la Fête des Vendanges. Pochi metri più avanti si trova il famoso cabaret Au Lapin Agile, che era di proprietà del cantautore Aristide Bruant, noto per aver aiutato molti artisti squattrinati e (ancora) senza fama.

Camminando su Rue Saint-Vincent vi avvicinate quindi al retro della basilica del Sacré-Cœur, d’un bianco quasi abbagliante, costruita in armonico stile romanico bizantino. Dalla scalinata sul lato anteriore potete godere di una splendida vista su Parigi. Le strette vie intorno alla chiesa, i negozi di souvenir e soprattutto Place du Tertre sono sempre affollati di turisti, e qualche artista di strada un po’ invadente proverà senz’altro a farvi un ritratto. Passeggiando su Rue Norvins si scende infine di nuovo verso Rue Gabrielle, dove al civico n. 49 Pablo Picasso allestì il suo primo atelier. Quindi prendete Rue Ravignan per raggiungere la piazza alberata Place Émile Goudeau. Proprio qui, in un laboratorio all’interno dell’edificio chiamato Bateau-Lavoir, Picasso concepì il primo celebre dipinto cubista della storia, Les Demoiselles d’Avignon. Nei dintorni ci sono molti locali accoglienti: sceglietene uno per mangiare, per esempio il bistrot L'Atelier Montmartre (6, Rue Burq).